LUCA MANTIGLIONI
165 anni

Molte sedi, un solo impegno. Sempre al fianco dei lettori

La redazione si è spostata più volte, ma l’attenzione è sempre rimasta incollata al territorio

Dalla sede in via 4 Novembre degli anni Sessanta e Settanta fino a quella attuale di via Oberdan, passando prima per la redazione di via Bonghi (fino al 2001) e poi da quella di via Rattazzi (fino al giugno dello scorso anno). Poco importa dove si trovassero fisicamente i giornalisti, ciò che è sempre contato è stato l’attaccamento al territorio e il rispetto per i lettori ai quali La Nazione ha sempre garantito un’informazione equilibrata e imparziale. Pronta ad ascoltare tutti, pronta a farsi portavoce delle richieste e dei problemi dei cittadini. Anche nei momenti più difficili, come nel novembre 1966 quando l’alluvione paralizzò la quasi totalità dei servizi. Non quello della nostra cronaca che grazie all’impegno dei colleghi continuò ad andare in stampa non solo per raccontare al resto d’Italia cosa fosse accaduto anche a Grosseto, ma anche per dare indicazioni ai cittadini su cosa fare. La Nazione – che è il quotitiando più antico d’Italia – ha accompagnato i lettori attraverso la cronaca, la storia, le gioie, i dolori, la politica, trasformazioni locali.

Ha raccontato la tragedia di Ribolla del 1954, i drammi per gli eccidi Maiano Lavacchio del 22 marzo 1944 e di Niccioleta del giugno 1944. Anche l’uccisione della partigiana Norma Parenti, giugno 1944. Ha seguito le indagini per il sequestro di Giuseppe Soffiantini nel giugno 1997 (che fu nascosto anche in Maremma), ma era anche insieme ai tifosi a festeggiare la medaglia d’oro conquistata da Alessandra Sensini alle Olimpiadi del 2000 in Australia e c’era la notte del 13 maggio 2007 per festeggiare la storica promozione del Grosseto calcio in serie B, così come ha seguito e raccontato gli scudetti e la Coppa campioni messi in bacheca dal Bbc Grosseto. Non importa dove i giornalisti siano fisicamente in città, conta "come" ci siano.