Truffa del Bonus Cultura. Al via la ’class action’ contro ministeri, Agid e Garante della Privacy

Incontro nello studio dell’avvocato Panti: già una settantina di deleghe

Truffa del Bonus Cultura. Al via la ’class action’ contro ministeri, Agid e Garante della Privacy

Truffa del Bonus Cultura. Al via la ’class action’ contro ministeri, Agid e Garante della Privacy

Hanno intenzione di andare fino in fondo le famiglie dei ragazzi senesi, finiti loro malgrado al centro della truffa del Bonus Cultura. Mercoledì sera si è svolto un incontro nello studio dell’avvocato Duccio Panti, delegato provinciale di Confconsumatori, per raccogliere le deleghe e procedere quindi alla class action finalizzata a riavere i 500 euro riconosciuti dal ministero ai neodiciottenni, ma sfumati per 620 ragazzi in Italia, un terzo dei quali residenti in provincia di Siena.

Solo in città sono 70 i truffati, che hanno presentato denuncia: una settantina ha deciso di affidarsi a Confconsumatori, dopo che il caso è stato oggetto di una puntata di Report. Dai bonus rubati è emersa una falla nel sistema per creare lo Spid, cioè le credenziali digitali attraverso cui si scarica il bonus sulla 18App: in pratica lo Spid risulta duplicabile da chiunque, a partire da un codice fiscale, che non è segreto. Il tutto, grazie all’assenza di controlli da parte dell’Agid, l’Agenzia nazionale per l’Italia digitale, che dopo lo scandalo del Bonus Cultura ha avviato ispezioni sul rilascio dello Spid e rivelato che il provider Admiral è stato multato per 400mila euro. Ciò nonostante, le famiglie dei ragazzi senesi vittime della truffa hanno deciso di dare mandato all’avvocato Panti per ottenere i 500 euro spettanti di diritto ai loro figli.

Una volta terminata la raccolta delle deleghe, Panti procederà inviando una diffida al ministero della Cultura, al ministero dell’Università, al ministero dell’Economia (incaricato del pagamento del Bonus), ma anche al Garante della Privacy (dal momento che sono stati violati i dati personali necessari alla creazione dello Spid) e infine alla stessa Agid per il mancato controllo sul provider Admiral.

"Non soltanto chiederemo al Governo l’erogazione del Bonus a tutti i ragazzi truffati – è l’annuncio di Panti – ma faremo pressione anche affinché siano monitorati i procedimenti: la falla registrata nel sistema è una cosa veramente grave, che mette a rischio i dati di tanti cittadini. Il Governo ha dunque il dovere di vigilare e tutelare la popolazione anche da questo punto di vista".