Il sindaco De Mossi difende il Decreto sicurezza voluto da Salvini e attacca gli altri sindaci
Il sindaco De Mossi difende il Decreto sicurezza voluto da Salvini e attacca gli altri sindaci

Siena, 5 gennaio 2018 - Nella giunta dell’altra sera ha avallato tutti gli atti conseguenti alla mozione, votata in consiglio, sull’uscita dai progetti Sprar e alle regole previste nel Decreto Sicurezza. Mentre molti sindaci d’Italia tuonano contro la legge, etichettandola come «anticostituzionale» e innesco di «bombe sociali con migranti buttati in mezzo alla strada», il sindaco Luigi De Mossi si schiera al fianco di Salvini e del Governo.

«Il mio comportamento è molto semplice da decifrare - è la replica di De Mossi -. Io sono un sindaco eletto che rispetta le leggi di questo Stato. Tutto il resto è eversione. Se domani la Corte Costituzionale dovesse dire qualcosa, eccepire la costituzionalità dei provvedimenti, allora valuteremo cosa fare. Per ora le leggi dello Stato approvate vanno rispettate».

Facile parlare per lei. Con le nuove regole avrà più poteri...

«Non è un problema di potere. Che è una bella cosa, ma bisogna saperla esercitare. Così come non è un problema di finanziamenti in più. Non si può mercificare tutto. Il nodo sui richiedendi asilo è l’efficienza della pubblica amministrazione. Se le loro pratiche fossero smaltite in tempi ragionevolmente brevi, non ci sarebbe il rischio di migranti in perenne attesa o costretti nel limbo».

È solo un problema burocratico?

«Ci vogliono anni per rispondere alle richieste. I richiedenti asilo in attesa, poi, non perderanno tutti i loro diritti. Se si facesse tutto più velocemente, chi ha diritto di rimanere, resta; gli altri vanno via».

Siena non ha emergenze, i richiedenti asilo sono pochi....

«Non è un problema di numeri, ma di legalità. Per anni certi sindaci hanno urlato contro i partiti che erano antisistema e contro l’unità nazionale. E oggi invitano a non rispettare le leggi. Per me è una levata di scudi elettorale, in vista delle Europee».

Non è troppo severo con gli altri sindaci?

«Ci sono degli strumenti per opporsi, possono ricorrere ai giudici e aspettare che la Consulta decida se la legge è incostituzionale. Se avverrà questo, si tornerà al vecchio sistema. Ma non applicare la legge vuol dire essere eversivi».

Si sente isolato? I progetti Sprar sono superati a Siena?

«Ripeto che i diritti devono essere concessi a chi ne ha diritto. Se voglio entrare negli Stati Uniti e non ho diritto, io non entro. Per questo abbiamo votato la mozione per uscire dagli Sprar».