Pronto soccorso
Pronto soccorso

Siena, 10 febbraio 2019 - «Sono già state montate 45 telecamere all’interno delle Scotte. E presto verranno attivate. Già a primavera alcuni punti nevralgici del policlinico saranno videosorvegliati. Dispiace, confesso, dover parlare di questi strumenti per l’ospedale. Dovrebbe essere un luogo sacro ma può venire contaminato da eventi quali furti, aggressioni e violenze che sono parte del nostro tessuto sociale». Il direttore generale delle Scotte Valtere Giovannini risponde dunque all’interrogativo che molti cittadini e operatori sanitari si erano posti vedendo gli operai a lavoro nei corridoi per sistemare gli occhi elettronici. La questione sicurezza al policlinico è annosa. Qui lavorano 3mila persone, c’è un via vai continuo di visitatori, centinaia i pazienti ricoverati. E lunghi corridoi che, specialmente a partire dalle 21 fino alle 6 fanno paura. Se una persona venisse molestata mentre li percorre difficilmente qualcuno se ne accorgerebbe in tempo per evitare problemi. Chiunque ha frequentato i lotti, specie la sera tardi, lo sa bene.

Direttore, la decisione di ricorrere alle telecamere è dovuta ad episodi specifici? Non è una novità che in ospedale da sempre si verificano piccoli furti di denaro e anche di oggetti personali.

«Nessun fatto scatenante. Si tratta di un progetto regionale che interessa tutti i plessi. Non nego comunque che la necessità era avvertita anche a Siena. Sono certo che aiuterà gli operatori a lavorare al netto di preoccupazioni non proprie della loro attività, accentuando anche la sicurezza percepita. Da questo mese abbiamo già, grazie alla questura, un secondo operatore al posto fisso di polizia».

Dove sono state installate le 45 telecamere con i relativi cartelli che avvertono della videosorveglianza?

«Soprattutto ad ingressi e uscite dell’ospedale. In quei punti dove la loro presenza aggiunge sicurezza soprattutto per chi deve transitare di lì in orari notturni. Ma anche dove si registra particolare movimento e possono crearsi, dunque, situazioni di criticità e complessità».

Il pronto soccorso sarà sicuramente fra questi, visto che è da sempre la ‘porta’ delle Scotte.

«Certo ma non solo qui, ripeto. Contiamo di raddoppiare il numero, realizzando corsi di formazione per gestire una conflittualità che a richiede competenze di cui certo gli operatori sanitari non sono ad oggi dotati».

E nel futuro c’è anche una centrale operativa.

«Una sorta di plancia di comando attiva 24 ore su 24 che controlla la situazione interna del policlinico. Puntiamo inoltre a dotare i dipendenti delle Scotte di sistemi che consentono di segnalare immediatamente ad essa eventuali problemi. Insomma, stiamo continuando ad imprimere una forte spinta innovativa al nostro ospedale anche se i continui imprevisti, legati alla vetustà della struttura, sono gioco forza un freno perché le risorse umane in primis ma anche economiche non sono certo illimitate».