San Domenico e Provenzano libere: "Due piazze di pregio senza le auto"

I commenti favorevoli di residenti e operatori alla stretta della giunta. Padre Alfredo: "Offesa al decoro"

San Domenico e Provenzano libere: "Due piazze di pregio senza le auto"
San Domenico e Provenzano libere: "Due piazze di pregio senza le auto"

Qualcosa si muove sul tema dei parcheggi a Siena. Dopo l’annuncio dell’assessore Enrico Tucci e il varo della delibera che dà il via alla creazione di 150 posteggi per i residenti ZTL all’interno delle strutture cittadine, prosegue la lotta al parcheggio selvaggio. Una necessità sempre più sentita dalla città, che permetterebbe di liberare dalle auto in sosta due dei beni più preziosi del museo a cielo aperto che è Siena: Piazza Provenzano e la Basilica di San Domenico. Auto che creano non pochi disagi a residenti e commercianti, oltre a deturpare il paesaggio. Spesso parcheggiate fuori dalle zone consentite, a volte prive dei permessi adeguati.

L’idea della giunta è dare uno stop alla sosta selvaggia entro fine febbraio, rafforzando i divieti di sosta, ma garantendo il posto auto ai residenti del centro storico. Una situazione che prosegue da anni, almeno dal post Covid, e che ha stancato chi vive, lavora e transita in quelle zone. "So che stanno lavorando allo sgombero – commenta padre Alfredo Scarciglia, parroco di San Domenico - , mi sembra sia giunto il momento e ringrazio l’amministrazione per la presa di posizione. Sicuramente è improprio tenere un parcheggio, per di più selvaggio, di fronte a un tesoro prezioso come San Domenico. Una situazione che oltre al decoro del luogo, ha causato non pochi problemi e situazioni complicate sia ai pellegrini, sia ai bambini e ragazzi che ogni giorno si recano a scuola all’Istituto d’arte".

Anche oggi il piazzale di fronte alla Basilica è teatro di parcheggi di ogni tipo, tra auto che si scambiano e le soste prolungate degli NCC. "Il problema è che non ci sono abbastanza parcheggi per i residenti – sottolinea Dino Bassi, proprietario di B&B e hotel -, non riesco a credere che a Siena non si trovino soluzioni che in altri centri sono di prassi. Parcheggi interrati, allargamenti delle strutture esistenti, credo sia giunto il momento di intervenire stanziando i fondi adeguati per un problema strutturale della città. Basterebbe guardare a ciò che viene fatto nei capoluoghi che hanno gli stessi problemi di Siena".

Una soluzione che preme particolarmente anche ai residenti di Piazza Provenzano, che nei mesi scorsi si erano mobilitati per spingere ad affrontare la sosta selvaggia, piazzando sulle auto fuori posto cartelli con scritto ‘Non ce la puoi mettere’. Di fronte alla Collegiata la situazione è ancor più intricata: sono tantissime la macchine che ancora oggi vengono lasciate al di fuori dei posti regolari, con problemi di transito e difficoltà varie per residenti e attività.

"Qui le guide stanno iniziando a smettere di portare i turisti – racconta Blerim Kaci, proprietario della pizzeria ‘Il Cavaliere Errante’ -; perché dovrebbero far vedere un parcheggio? Ciò incide negativamente sull’afflusso di clienti. Prima del Covid le multe arrivavano regolarmente, ora non più. Oggi qui parcheggia chiunque, sfruttando permessi che in realtà non consentirebbero la sosta in questa zona. Per noi un danno immenso, a volte mi trovo le macchine parcheggiate addirittura accanto alla pedana dove metto i tavoli all’aperto. Così diventa difficile lavorare, chi vuole passare da Provenzano deve fare zig zag tra le macchine".

Sembra un paradosso, eppure oggi non c’è tregua per la piazza e la Basilica dove viene celebrato il Palio del 2 luglio. Sede della Società della Giraffa, centro gravitazionale della Contrada. "Sicuramente anche per la Contrada è un problema – spiega Dario Niccolucci, giovane giraffino -. Vivere il territorio quotidianamente in mezzo al parcheggio selvaggio non è bello né semplice, complica le operazioni quotidiane, oltre a recare un danno al decoro di una zona come Piazza Provenzano. Che meriterebbe un altro rispetto per la sua storia, l’importanza sociale e culturale che ha per la Giraffa, ma anche per tutta Siena".