Restano in silenzio davanti al giudice Roberta Malavasi. Niente spiegazioni sulle accuse di stalking e di aver approfittato del proprio ruolo per avere informazioni su una donna e sulla sua famiglia. Ma sono pronti a fare ricorso contro l’interdizione disposta dal gip a seguito della quale l’ex comandante della polizia municipale di Siena Cesare Rinaldi e la moglie Cristina Casini sono stati sospesi per un...

Restano in silenzio davanti al giudice Roberta Malavasi. Niente spiegazioni sulle accuse di stalking e di aver approfittato del proprio ruolo per avere informazioni su una donna e sulla sua famiglia. Ma sono pronti a fare ricorso contro l’interdizione disposta dal gip a seguito della quale l’ex comandante della polizia municipale di Siena Cesare Rinaldi e la moglie Cristina Casini sono stati sospesi per un anno dal servizio. Queste le prime mosse dei due indagati nell’ambito di un’inchiesta clamorosa che chiama in causa persino un uomo dei servizi segreti e dei carabinieri. E su cui il pm Valentina Magnini sta continuando a scavare per cui non si escludono altri sviluppi. L’appuntamento davanti al gip Malavasi era alle 9,30. Rinaldi è arrivato con la moglie e i loro legali, gli avvocato Lorenzo De Martino e Beniamino Schiavone. Il comandante ha salutato con un cenno della testa fotografi e cronisti che lo attendavano fuori da palazzo di giustizia. L’udienza era al piano terra. E’ arrivato subito il pm Magnini, quindi è rimasto dentro Rinaldi, seduto in mezzo ai due legali. Al giudice è stato detto che si avvaleva della facoltà di non rispondere, mentre la moglie attendeva fuori.

Pochi minuti ed entrata lei. Un passaggio copia-incolla rispetto a quello del marito prima di lasciare, intorno alle 10, palazzo di giustizia. Neppure una parola da parte loro sulle accuse pesantissime che vengono mosse e argomentate dalla procura. Si fermano giusto un attimo gli avvocati per confermare quanto già è apparso evidente. "Il comandante Rinaldi e l’agente Casini hanno deciso di non rispondere ma è solo una scelta difensiva. Siamo entrati in possesso degli atti soltanto lunedì. Sono voluminosi. Abbiamo ritenuto di approfondirli prima. Non era oggi (ieri, ndr) il giorno di rispondere. Per il resto, ribadisco, stiamo approfondendo il materiale e l’ordinanza per proporre impugnazione. Verrà fatto ricorso contro la misura cautelare". Dieci giorni di tempo per analizzare quasi 2mila pagine che ricostruiscono le mosse di Rinaldi e della moglie.

Laura Valdesi