Il Palio di Siena
Il Palio di Siena

Siena, 5 dicembre 2018 - Gli animalisti tornano a Siena per protestare contro il Palio, dopo l’infortunio al cavallo Raol nello Straordinario del 20 ottobre. E i senesi si preparano ad accoglierli con una contro-manifestazione spontanea, nata dal tam tam su Facebook, per difendere la loro identità da chi li giudica senza conoscere.

La città è in fibrillazione per questa ennesima, a suo dire ingiustificata, bufera sulla Festa. Che subito diventa caso nazionale. Tanto che persino il ministro dell’Interno Matteo Salvini ieri è intervenuto. «Nel pieno rispetto delle opinioni e della sensibilità di ciascuno, mi sento di dire giù le mani dalle tradizioni, giù le mani dalla nostra storia. Giù le mani dal Palio di Siena!». «Un segnale importante – rilancia il sindaco Luigi De Mossi, contrario da subito alla manifestazione – che arriva dal ministro il quale, come tutti coloro che hanno assistito al Palio, se ne sono innamorati».

Gli fanno eco il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni – «è il simbolo di Siena nel mondo» – e la capogruppo di Forza Italia alla Camera Mariastella Gelmini che aggiunge: «Giusto adoperarsi sempre più per la sicurezza della corsa, ma chiederne la soppressione è un atteggiamento miope».

Tant'è. A Siena non si parla d’altro. E anche se non c’è ancora l’ufficialità da parte della questura, neppure riguardo alla concessione del luogo in cui avverrà la manifestazione, i Gruppi animalisti coordinamento Italia si danno appuntamento domenica 9 dicembre alle 12 in piazza Amendola. Questa la pietra dello scandalo, secondo i senesi. Perché a ridosso della mura, dell’antica Porta Camollia.

Non più in un’area periferica come fu nell’agosto 2015, quando per la prima volta un centinaio di animalisti protestarono ‘in casa’ dei senesi. Contro il Palio, ovviamente. Che è per loro «mattanza». Sui social, da giorni diventati bollenti nonostante l’appello dei priori a non rispondere alle provocazioni, volano parole grosse.

E se gli animalisti «sconsigliano di portare con sé bambini e animali» domenica a Siena, presagendo tensioni, i contradaioli sono pronti a schierarsi davanti a Porta Camollia. Persino con donne e passeggini. Insomma, dentro le mura non entreranno. Presidieranno anche monumenti e sedi dei musei nel timore che qualcuno, arrivato il giorno prima, durante la notte possa fare un blitz.

«Manifestare è un diritto costituzionale ma la richiesta avanzata proprio per colpire l’identità vera della città poteva indurre a considerare la possibilità di prendere una decisione diversa e coraggiosa (dire no all’evento da parte delle autorità, ndr). Peraltro la scelta di una zona a ridosso delle nostre mura carica di preoccupazione tutte le Contrade», le parole di Pier Luigi Millozzi, rettore del Magistrato, l’organo che le riunisce tutte e 17.

Poi l'appello: «Invitiamo tutti i contradaioli a isolare i manifestanti, a non accettare provocazioni, lasciando offese e ingiurie a chi non ha il senso civico della nostra città». «Non siamo un popolo violento, dimostriamolo domenica», l’invito del sindaco De Mossi. Che aggiunge: «Tutti quelli che vogliono giudicarci si rassegnino: sono solo parole che si perdono nel vento. La storia siamo noi».

Non finisce qui. I rappresentanti della maggioranza in Comune hanno chiesto ieri un incontro al questore «per valutare la possibilità di trasferire la manifestazione in un luogo più consono». Il 7 dicembre ci sarà il tavolo tecnico per definire i dettagli. E si saprà se gli appelli sono riusciti a fare breccia.