Nuovo allarme lupi: "Così chiuderemo"

Gli allevatori di Radicofani denunciano gli attacchi dei lupi che hanno provocato danni diretti e riflessi. Gli allevatori chiedono interventi concreti e risolutivi per riportare la presenza del lupo nei territori a livelli sostenibili. Appello alle istituzioni: servono soluzioni immediate.

Nuovo allarme lupi: "Così chiuderemo"

Nuovo allarme lupi: "Così chiuderemo"

Un nuovo, esasperato, allarme sui danni diretti e riflessi provocati dagli attacchi dei lupi arriva da Valentino e Claudio Ciacci dell’azienda ’Ghino di Tacco’ di Radicofani. "Noi chiudiamo – dicono –, il lupo ha avuto la meglio". Nei primi nove mesi di quest’anno sono già stati una trentina gli attacchi dei lupi, tutti avvenuti nell’area di Radicofani e di gran parte del sud della provincia. Ottanta i bovini adulti uccisi, molti anche i vitelli, e circa 850 capi di ovini.

"La situazione di questa nostra azienda è simile a tante altre – afferma Federico Taddei, presidente Cia Siena –, non ci sono più parole da spendere. Servono solo interventi concreti e risolutivi in grado di riportare la presenza del lupo nei nostri territori a quella di anni fa, quando era ancora sostenibile. Altrimenti a breve rimpiangeremo le nostre eccellenze agroalimentari". Anno dopo anno, mese dopo mese, gli attacchi dei lupi avvengono anche in pieno giorno.

"I lupi – dicono Valentino a Claudio Ciacci – non hanno paura dei cani e neanche dell’uomo. Animali morti dopo ogni attacco, pecore soprattutto, ma anche vitelli di razza chianina. Siamo sotto attacco: il risarcimento di 25mila euro in tre anni può bastare per una piccola azienda, ma non per allevamenti medio-grandi come nel nostro caso". "Se gli allevatori si trovano costretti a chiudere – dice Roberto Bartolini, direttore Cia Siena – si avrà l’abbandono dei territori, con danni ambientali, economici e occupazionali. Occorre intervenire". Nuovo appello ai rappresentanti delle istituzioni: "Diteci cosa dobbiamo fare: chiudere subito o nel giro di due-tre anni".