La maestra è una seconda mamma. Specie per i bambini più piccoli che frequentano la scuola materna. Quella che li coccola con le filastrocche, che usa il cartoncino colorato e immagini per farli divertire. Che li aiuta a fare il riposino quotidiano, mentre sono a scuola e i loro genitori a lavoro. Una figura a cui spesso si affezionano, anche se qualche volta li sgrida. Può capitare ad una madre di farlo, anche ad un’insegnante. Perché...

La maestra è una seconda mamma. Specie per i bambini più piccoli che frequentano la scuola materna. Quella che li coccola con le filastrocche, che usa il cartoncino colorato e immagini per farli divertire. Che li aiuta a fare il riposino quotidiano, mentre sono a scuola e i loro genitori a lavoro. Una figura a cui spesso si affezionano, anche se qualche volta li sgrida. Può capitare ad una madre di farlo, anche ad un’insegnante. Perché i piccolini a volte non ne vogliono sapere di dare retta. Ma alzare la voce non deve diventare una costante per richiamare i bambini in quanto provoca semmai agitazione e stress, fino ad avere l’effetto contrario. Eppure succede che a volte un’operatrice passi il limite del semplice richiamo, senza comprendere che sono bimbi ancora troppo piccoli per adeguarsi seduta stante, seppure a quell’età ‘assorbano’ tutto.

Ebbene, sarebbe andata oltre quello che è il compito di educatrice l’insegnante di una scuola dell’infanzia della Valdelsa. E adesso i carabinieri della compagnia di Poggibonsi stanno inadagando per fare chiarezza su quanto accaduto nell’istituto. In paese la notizia che era successo qualcosa di spiacevole alla materna ha cominciato a circolare, nonostante il riserbo mantenuto dagli investigatori. E’ successo nel momento in cui i militari hanno cominciato ad ascoltare le persone che potevano contribuire a chiarire il presunto episodio di maltrattamenti all’interno dell’istituto. Quindi le operatrici, naturalmente i genitori. Sono stati proprio alcuni di loro, sembra, in una lettera-esposto a chiedere ai carabinieri di fare luce sul comportamento della donna mentre era con i bambini. Di verificare se aveva strattonato uno di loro. Perché una cosa è sgridare, altra è comportarsi in modo scorretto. Una vicenda delicatissima, dunque. C’è di mezzo il lavoro di una persona e al contempo il bene dei piccoli. Per tale ragione, quando qualche giorno fa è arrivata la segnalazione, i militari non hanno perso tempo. In situazioni come queste è necessario cristallizzare quanto prima la cornice entro cui si sarebbero svolti i fatti. E poi ci sono minori che, nel caso, devono essere tutelati perché da soli non possono certo provvedere.

La.Valde.

R.F.