L’emergenza case popolari. Papi: "Disagio economico, al lavoro per trovare soluzioni"

L’assessore commenta i numeri allarmanti emersi all’Osservatorio delle politiche abitative "Impegnati nelle ristrutturazioni, interventi più rapidi per consentire di assegnare gli alloggi".

L’emergenza case popolari. Papi: "Disagio economico, al lavoro per trovare soluzioni"

L’emergenza case popolari. Papi: "Disagio economico, al lavoro per trovare soluzioni"

"Purtroppo viviamo in una fase di disagio sociale ed economico di cui l’amministrazione comunale è pienamente consapevole, essendo anche il primo riferimento sul territorio di cittadini e famiglie. Per questo monitoriamo da vicino la situazione, anche attraverso il neonato Osservatorio". L’assessore al sociale e alle politiche della casa, Micaela Papi, torna sull’emergenza casa. Al primo incontro dell’Osservatorio sulle politiche abitative sono emersi numeri allarmanti: richieste impennate dalle 278 del 2020 alle 500 attese per quest’anni; una carenza di circa trecento alloggi perché la graduatoria potrà scorrere fino al duecentesimo posto; circa 115 appartamenti non utilizzabili perché da ristrutturare; circa 550mila euro mancanti al plafond per gli affitti, causa cancellazione del contributo statale.

"Sul fronte manuntenzioni ci stiamo impegnando con Siena casa – spiega l’assessore Papi – e intanto, nel bando in uscita a marzo è previsto che, laddove siano necessari solo minimi lavori di ristrutturazione, la casa possa essere affidata se la famiglia assegnataria si fa carico dell’intervento". Si valuterà poi se "far scorrere la graduatoria assegnando alloggi piccoli a nuclei familiari di massimo tre persone, saltando quelli più numerosi. L’obiettivo del Comune è assegnare il maggior numero possibile di case, anche se è impossibile soddisfare tutte le richieste, come succede in tutto il resto del Paese".

C’è poi la questione dei contributi per gli affitti, con circa 550mila euro che mancano sugli 850mila richiesti: "Se si considera lo storico degli ultimi dieci anni – afferma Papi – il Comune ha sempre impiegato una somma tra 100 e 200 mila euro. Quindi i quasi 300mila euro sono uno sforzo importante, ma sarà difficile incrementare ulteriormente i fondi. Il problema principale è che dallo scorso anno non è stato rifinanziato il fondo nazionale, decisione che ha creato importanti difficoltà per tutti i Comuni. Anche a livello regionale, le risorse disponibili sono poche".

Infine, è in fase di predisposizione un piano triennale (2024-2026), con un fondo di 300 mila euro "per fornire alloggi temporanei che permettano di tamponare situazioni di emergenza o povertà". Ma il quadro generale resta complesso.