"Torno volentieri a Siena Jazz: il livello di formazione è alto, l’ambiente è ottimo, qui si incontrano i migliori jazzisti del mondo". dice Seamus Blake, sassofonista, compositore, fra i protagonisti della 50ª Edizione dei Seminari Internazionali di Siena Jazz. Fra i migliori esponenti del jazz contemporaneo, sale in cattedra alla mini residenza da oggi a martedì 20 ottobre, al Teatro dei Rozzi. Come vuole la programmazione di Siena Jazz, Seamus Blake concluderà con un concerto in sicurezza al Teatro dei Rozzi, martedì 20...

"Torno volentieri a Siena Jazz: il livello di formazione è alto, l’ambiente è ottimo, qui si incontrano i migliori jazzisti del mondo". dice Seamus Blake, sassofonista, compositore, fra i protagonisti della 50ª Edizione dei Seminari Internazionali di Siena Jazz. Fra i migliori esponenti del jazz contemporaneo, sale in cattedra alla mini residenza da oggi a martedì 20 ottobre, al Teatro dei Rozzi. Come vuole la programmazione di Siena Jazz, Seamus Blake concluderà con un concerto in sicurezza al Teatro dei Rozzi, martedì 20 ottobre alle 21,30, quando si esibirà, con i suoi allievi.

Inglese di nascita, cresciuto in Canada, poi emigrato negli States, Seamus Blake da New York si è affermato sulla scena jazz mondiale. In 24 anni di carriera, ha suonato con le star del jazz, da Victor Lewis, Eric Reed, Ethan Iverson, a Chris Cheek, Matt Penman, Bill Stewart, Kevin Hays, David Kikoski e Alex Sipiagin. Ha pubblicato 16 album come leaderco-leader e, fra l’altro, suonato 70 dischi. ‘Superconductor’ è il progetto più ambizioso di Seamus. Con lui Nate Smith, Matt Garrison, Scott Kinsey, un ensemble orchestrale di 7 elementi e le apparizioni speciali di John Scofield e Gonzalo Rubalcaba. L’album ha segnato il debutto di Seamus con l’Ewi, Electronic Wind Instrumen: uno strumento che, a fiato elettronico formato da due parti, un’imboccatura con un sistema che registra la pressione dell’aria ed un sintetizzatore, è una referenza esclusiva. Nel 2018, Seamus Blake si è trasferito a Parigi dove col suo quartetto ’The French Connection’, Seamus Blake, sax, Tony Tixier pianoforte, Florent Nisse, basso e Gautier Garrigue, batteria, continua a conquistare il grande pubblico.

Il suo rapporto con Siena Jazz?

"Sono venuto la prima volta dieci anni fa - dice il sassofonista -, poi sono tornato come docente due volte. Quest’anno salire in cattedra, suonare ed insegnare a giovani allievi e con loro esibirmi al Teatro dei Rozzi, sono grandi occasioni. Tanto più se ci ci confrontiamo con il vasto scenario dove tutti sopportano le limitazioni per la pandemia e la musica è fra i settori maggiormente colpiti"

Un successo, quindi, essere riusciti ad organizzare i seminari anche in questo difficile periodo?

"Sì, certo. Molti eventi sono stati cancellati e stiamo vivendo una seconda ondata. Sono felice che si possa trovare un modo per continuare a suonare, insegnare ed esibirci, nonostante i problemi del Covid"

Lo spettacolo finale martedì? Cosa possiamo attenderci?

"Sarà un concerto con i miei studenti del Siena Jazz. Li guiderò attraverso un repertorio che sceglieranno. Imèprovvisazione e cultura musicale. Un evento molto atteso".

Antonella Leoncini