Il dibattito sul bonus Covid ottenuto da alcuni parlamentari sbarca anche a Palazzo pubblico, dove consiglieri e assessori si dividono tra chi ha presentato domanda per il sussidio e chi invece, pur avendone diritto, ha preferito astenersi. A fare il punto è il presidente dell’assemblea Marco Falorni: "Sono a conoscenza di casi di consiglieri che sono in una situazione economica precaria e che per...

Il dibattito sul bonus Covid ottenuto da alcuni parlamentari sbarca anche a Palazzo pubblico, dove consiglieri e assessori si dividono tra chi ha presentato domanda per il sussidio e chi invece, pur avendone diritto, ha preferito astenersi. A fare il punto è il presidente dell’assemblea Marco Falorni: "Sono a conoscenza di casi di consiglieri che sono in una situazione economica precaria e che per questo hanno fatto domanda per il bonus. Non siamo parlamentari che ricevono ogni mese indennità da 14mila euro: siamo persone che lavorano e che devono fare i conti con la crisi". Il medico Carlo Marsiglietti (Voltiamo pagina), libero professionista, fa parlare i numeri: "Ho presentato domanda al mio ente di assistenza, perché ho perso oltre il 33% di quanto guadagnato l’anno scorso. Peraltro ho usufruito del bonus in maniera ridotta, perché ho ricevuto 500 euro al mese per tre mesi. Con questi soldi ci pagherò a stento la rata di un nuovo ecografo". Bernardo Maggiorelli (FdI), titolare di un’agenzia immobiliare, spiega: "Non ho fatto domanda perché lo ha preso mio padre, dallo Stato non ho avuto un euro". Il capogruppo di Forza Italia Lorenzo Lorè, avvocato, rimarca: "Tribunale e uffici sono rimasti chiusi a lungo. Io vivo della mia attività, non certo del gettone di presenza in Consiglio, quindi ho chiesto il bonus". Così anche il leghista Paolo Salvini, imprenditore: "Ho avuto i 600 euro: sono un piccolo palliativo, ma non risolutivi". Infine gli assessori: né l’avvocato Francesco Michelotti ("Non non è etico"), né il commercialista Luciano Fazzi ("Non mi pareva giusto"), nè l’architetto Silvia Buzzichelli (foto) hanno chiesto il bonus. Quest’ultima rimarca: "Lavoro con le mostre e a giugno sono saltate tutte, quindi avrei avuto diritto ai 600 euro. Ma sono cresciuta in una famiglia con degli ideali. Per me è una questione morale: mi ritengo fortunata a percepire come assessore 2.140 euro, mille dei quali vanno in benzina e meccanico, senza alcun rimborso dal Comune. E’ giusto che il bonus vada a chi è senza reddito".