Il palazzetto dello sport di Colle nel mirino dei vandali
Il palazzetto dello sport di Colle nel mirino dei vandali

Colle Val d'Elsa (Siena), 17 agosto 2019 - La pancia piena e la testa vuota. Solo con questi ‘valori’, si può concepire la devastazione di un palazzetto dello sport come soluzione per riempire le ore di un noioso dopocena d’estate e il niente assoluto e totale che si ha dentro. E’ successo a Colle alla vigilia di Ferragosto e non può avere altre spiegazioni che quella di un vandalismo fine a se stesso.

Non ne trova la società sportiva vittima dell’aggressione, la Polisportiva giovanile salesiana di pallavolo femminile Pietro Larghi, gestore del Palaantichi di viale dei Mille (utilizzato come palestra anche dalle scuole dell’adiacente cittadella scolastica) dove la teppaglia ha sfogato il suo nichilismo, in un comunicato dal titolo ‘I beni comuni’ in cui esprime il suo doloroso stupore: «Per la seconda volta in pochi mesi, gli spogliatoi e la segreteria del Palaantichi sono stati oggetto di atti di vandalismo – afferma – Non di furti, badate bene, perché in realtà non è stato rubato niente, ma di semplice distruzione. Qualcuno ha sfondato la porta di ingresso, le porte degli spogliatoi e della segreteria, distrutto wifi e telecamere di sorveglianza. Sparpagliato materiali e oggetti d’uso ovunque. Ci domandiamo a quale scopo. Crediamo che, fondamentalmente, questi signori non lo sappiano. Certo è che non capiscono che, così facendo, danneggiano un bene comune, un qualcosa che al di là di chi lo utilizza in questo momento (Pgs e scuola) è della collettività, faticosamente costruito dalla collettività con denaro della collettività. Noi rimetteremo a posto, e ripartiremo, come abbiamo già fatto, ma resta l’amaro dell’incomprensione».

Non stupirebbe se, al termine delle indagini avviate dalle forze dell’ordine a cui l’accaduto è stato denunciato, si scoprisse che gli autori della devastazione sono gli stessi anonimi (per ora) che, nella stessa serata, hanno danneggiato, rendendole inservibili, alcune panchine del quartiere La Badìa, azione di scala più piccola, ma dovuta alla stessa, inspiegabile, stupida inutilità.