Claudio Sciannamè

Prato, 15 maggio 2018 - Una vita da calciatore, quindi a giro per l'Italia. Tanti posti, tante città e tante esperienze: Rovigo, Melfi, Pagani, Foggia, Lecco, Siracusa. Claudio Sciannamè, pratese, 31 anni a luglio, difensore, è reduce da una stagione all'Acireale.

Sciannamè, una vita (calcistica) in giro per l'Italia iniziata con l'Empoli. Capita nello sport di non essere profeti in patria.

"Sì, ho girato tanto. Qualche anno fa sono stato a Gavorrano, è stato il punto più vicino a Prato. Per il resto sempre in giro. E' normale che a un certo punto, dopo 12 anni, si senta il desiderio di riavvicinarsi a casa anche se sono state esperienze molto belle. Però si deve cominciare anche a pensare al progetto di vita futuro. Mi rimane il rammarico di non aver mai giocato nella mia città, ma le cose possono sempre cambiare".

Incontri che hanno segnato la sua formazione calcistica.

"Ma anche a 30 anni si può imparare. Tecnicamente, ma anche sul lato umano, come mi è capitato con allenatori come Padalino o Sottil".

Lei ha giocato molto al Sud. Una zona dove c'è un calore calcistico diverso.

"Sì, forse c'è più passione per la propria città e più fame calcistica. Ci sono stadi importanti anche in città non molto blasonate, dal punto di vista sportivo. Però non è una regola, penso a Lecco, dove sembrava di essere nel Mezzogiorno tanto era il calore del pubblico".

Parlando della sua città, ha seguito la stagione del Prato culminata nella retrocessione in Serie D?

"Sì, sono tifoso del Prato e mi è molto dispiaciuto di com'è andata a finire la stagione. Ma a volte un passo indietro può essere utile per rinascere: non si deve vivere la Serie D come un dramma, può essere una ripartenza per riavere un grande Prato. Altre città ci sono passate, come Foggia o Parma. Ci vuole solo un po' di pazienza".

In quale calciatore di fama si rivede?

"Direi Chiellini, per le caratteristiche e la storia personale. Anche io sono nato terzino e diventato poi difensore centrale".

Luca Boldrini