Il grande Gino Bartali durante il mitico Tour de France del 1937
Il grande Gino Bartali durante il mitico Tour de France del 1937

Prato, 12 ottobre 2018 - Il cinema di Alberto Cavallini sbarca a Prato. La base operativa del suo nuovo film non poteva che essere alle Manifatture Digitali. Per il suo nuovo film in preparazione, Avrei voluto essere Bartali, il regista toscano, offrirà ad attori e aspiranti tali una lunga serie di personaggi per tutte le età. Il grande e delicato lavoro di casting si terrà proprio nei locali delle Manifatture Digitali di via Dolce de’Mazzamuti 1 a Prato, martedì 16 ottobre dalle 14 alle 18.

La lista dei ruoli da interpretare è assai lunga e variegata. Il regista Cavallini è alla ricerca di: una bella ragazza (25/ 35 anni), il gestore di un bar con accento siciliano (40/50 anni), Franco, marito di Paola, età scenica 40 anni, aspetto e atteggiamento sciatto, mediocre ordinario. E poi ancora si cercano tre uomini che possano interpretare bulli sui 30/35 anni dall’aspetto corpulento e abbigliamento sportivo, oppure si cerca l’attore giusto per interpretare il ruolo del sig. Giovannelli, uomo sui 60/70 anni dall’espressione beffarda ed ionica. Altri personaggi in cerca dell’attore giusto sono; il manager (bell’uomo con giacca e cravatta sui 40/45), un autista di un corriere espresso (quarantenne dalla folta capigliatura bionda e riccioluta), un farmacista giovane (ragazza 20/30 anni), la segretaria del commercialista (25/35 anni), tre camerieri in età compresa tra i 25 e i 45 anni, un pittore stravagante ed eccentrico (60/70) ed infine il sig.Galli, un quarantenne magrissimo emaciato e stralunato. Chi ritiene di avere questi requisiti può già spedire foto e curriculum a cristiancampagnaproduzioni@yahoo.com.

Chi andrà alle Manifatture Digitali il 16 ottobre dovrebbe presentarsi già con l’abito adatto al ruolo per cui si candida. Figure secondarie che andranno ad aggiungersi ai protagonisti già scelti. Primo fra tutti l’attore pratese Massimiliano Galligani. Nel cast anche Ilaria d’Urbano, Sergio Forconi, Giusy Merli, Francesco Ciampi e la partecipazione in un piccolo ruolo del ciclista Vincenzo Nibali.

Scelto il cast, prossimamente il primo ciak. Cavallini non solo ha scelto Prato come base operativa ma ha scelto Prato anche per alcune location come una vecchia fabbrica abbandonata e il castello dell’Imperatore. Dopo lo splendido docu-film dedicato al professor Antonucci, “Se mi ascolti e mi credi”, il regista di origine pisana ha scelto una spy story.

“E’ un film che racchiude le mie due vecchie passioni cinematografiche che ho fin da bambino, la commedia all’italiana e 007” dice. “Inizialmente il film doveva essere un docu-film su Bartali, poi in realtà ho optato per una storia che racconta di un uomo comune con la passione della bicicletta che improvvisamente si ritroverà in una storia più grande di lui, piena di colpi di scena”.

E per un uomo di cinema cosa vuol dire realizzare un film a Prato?. “E’una città che ha una lunga tradizione con una serie di personaggi cinematografici illustri, da Clara Calamai in poi. Le neonate Manifatture invece rappresentano una grande opportunità per tutto il cinema. Se non vai a Roma puoi fare cinema a Prato. Diciamo che la città del cinema oggi può essere Prato. Con un punto di accoglienza che ti fa sentire a casa”