Escort (Foto archivio)
Escort (Foto archivio)

Prato, 11 luglio 2019 - Prostitute cinesi d'alto bordo esercitavano in almeno quattro hotel di Prato obbedendo alla gestione illecita di connazionali orientali che al suo interno si contendeva - anche con risse - il controllo del 'giro'. Ora sette persone, sei uomini ed una donna cinese, sono stati raggiunti stamane da un misura cautelare nell'ambito di un'indagine della procura di Prato.

Sei sono finiti in carcere, uno ha ricevuto un divieto di dimora a Prato. Gli indagati sono accusati a vario titolo di estorsione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Su alcuni di loro pende anche l'accusa di rissa aggravata, riferita ad una cruenta lite che lo scorso febbraio è avvenuta in una camera d'albergo della città.

Lo scontro risulta - alla luce delle indagini - l'espressione di una lotta per il controllo della prostituzione cinese ma potrebbe riflettere un più ampio riassetto di equilibri tra gruppi della comunità cinese. L'indagine nasce dalla denuncia del compagno di una delle donne coinvolte. Le ragazze che si prostituivano, almeno una decina, erano arrivate in Itala con un visto turistico e i clienti pagavano sino a 500 euro per passare l'intera notte con una di loro. Il fascicolo è seguito dai sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Gianpaolo Mocetti, che sotto la supervisione del procuratore di Prato Giuseppe Nicolosi hanno coordinato le investigazioni della squadra mobile. Perquisizioni ci sono state anche negli hotel dove si svolgeva la prostituzione.