Covid
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Prato, 4 marzo 2021 - I numeri dei contagi restano a tre cifre (anche ieri a Prato e provincia erano 104) e tengono con il fiato sospeso famiglie e studenti. In zona rossa secondo quanto stabilito con l’ultimo decreto del governo Draghi, ogni ordine grado di scuola chiuderà i battenti, ma non è escluso che anche in zona arancione ci possa essere una serrata che mette in allarme genitori e manda su tutte le furie le amministrazioni da mesi impegnate a mettere in sicurezza aule e alunni.

I contagi restano in numero elevato, ma per fortuna in città sono ancora lontani dalla soglia di allerta: i contagi degli ultimi giorni per quanto alti rappresentano comunque un quarto della cifra limite (250 casi ogni 100mila abitanti) concessa dal governo per mantenere i ragazzi in classe quindi, tutto sommato, la nostra provincia può tirare un sospiro di sollievo. "C’è da considerare il tasso di incidenza, ossia i nuovi casi in un determinato lasso di tempo, e con i numeri attuali siamo abbastanza tranquilli", commenta il presidente della Provincia Francesco Puggelli. "Quello che va evidenziato è che questo nuovo dpcm è molto rigido sulla scuola". .

La soglia critica è dunque quella segnalata dal Cts, cioè di incidenza pari a 250 contagi ogni 100mila abitanti, perché la Regione possa decidere per la chiusura è necessario che la soglia sia superata con continuità sulla base del rilevamento settimanale. "I numeri sono chiari e con quelli attuali non chiudiamo", aggiunge l’assessore all’istruzione Ilaria Santi mentre snocciola i dati sugli istituti di competenza comunale dalle materne alle medie: "Su 504 classi ne abbiamo 15 in quarantena che non rappresentano nemmeno il 3% del totale, delle 41 sezioni di asilo soltanto una è stata chiusa per un bambino contagiato: in questa situazione, con questi numeri che sono sotto controllo ci troviamo di fronte ad una proposta del governo di chiusura delle scuole anche in zona arancione", precisa Santi. "La scuola non può essere un tira e molla, siamo in una situazione difficile dal punto di vista sanitario, la guardia è alta ma non possiamo far pagare un prezzo troppo alto ai nostri bambini e ragazzi e anche alle famiglie". Santi così come Puggelli insistono sui vaccini: unica strada possibile.

«La vaccinazione dei docenti sta procedendo e va continuata in maniera massiccia così da poterci permettere di tenere almeno le scuole aperte in sicurezza", aggiunge l’assessore che ammette una certa amarezza per la proposta di intervenire sulle scuole prima che su altri ambiti. "Gli studenti non possono stare a casa, abbiamo visto gli effetti che il lockdown e la dad hanno avuto e stanno avendo sulla tenuta psicologica", chiude Santi. "Nel momento in cui le scuole verranno chiuse allora dovremmo stare tutti in casa, fuori non dovrà gire nessuno non sarà altrimenti accettabile una decisione del genere".