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18 mag 2022

Prato, "offro lavoro e nessuno risponde". La disperata ricerca dei ristoratori

Gei (Fipe-Confcommercio): "Molti in pandemia hanno cambiato impiego, ma il problema è perdere Pil". Per Cosmo, patron di quattro ristoranti: "Colpa anche del reddito di cittadinanza, troppi ne approfittano"

18 mag 2022
elena duranti
Cronaca
PRESSPHOTO Firenze, cerca lavoro come cameriere di bar e ristorante. Curriculum, economia
Giuseppe Cabras/New Press Photo
La ricerca di personale è un tema caldo (Foto di repertorio)
PRESSPHOTO Firenze, cerca lavoro come cameriere di bar e ristorante. Curriculum, economia
Giuseppe Cabras/New Press Photo
La ricerca di personale è un tema caldo (Foto di repertorio)

Prato, 19 maggio 2022 - La tempesta perfetta della pandemia ha messo in ginocchio il settore dell’accoglienza che ora stenta a trovare personale in sala o in cucina. A spiegare quest’ultima difficoltà è Clarissa Pozzarini del ristorante Logli: "Sì, devo dire che il lavoro è ripartito ma il Covid ha cambiato tutte le prospettive. Stiamo cercando da mesi camerieri che purtroppo non ci sono. C’è gente che non cerca lavoro per via dei sussidi di disoccupazione, è entrata l’idea che si può vivere con meno e stare liberi la sera, nei festivi o nel weekend, soprattutto per quanto riguarda la fascia di età tra i 30 e i 50, ho riscontrato che i giovani sono più volenterosi. Ci vorrà tempo per rimettere in piedi un sistema, per far girare di nuovo il mercato del lavoro". Tommaso Gei del ristorante Il Capriolo e presidente di Fipe-Confcommercio, è categorico: "Noi ristoratori paghiamo le conseguenze dei lockdown che hanno innescato un grave problema di personale e anche di ricambio generazionale. Siamo stati chiusi due anni, a ritmo alterno e non per nostra scelta, però le persone non possono stare senza lavorare. E’ semplice da capire, chi in queste condizioni di precarietà ha trovato altre tipologie di impiego non è più disponibile". Ma Gei allarga il discorso all’osservatorio di Confcommercio: "Dai nostri dati durante la pandemia si sono persi in Toscana circa 20mila posti di lavoro nel turismo e n ella ristorazione, solo una parte è stata recuperata. Il rischio più grosso – aggiunge – è che non essendoci figure qualificate i locali non si possano esprimere al meglio, se gli alberghi restano mezzi chiusi quel Pil è perso per l’Italia, il danno economico ricade su tutti. La Toscana esprime un grande potenziale turistico ma se la richiesta non può essere soddisfatta, i turisti si ...

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