Ponte a Egola (Pisa), 12 maggio 2018 - I segnali del comparto pelli e cuoio sono incoraggianti, l'incremento degli scarichi (+5% nei primi quattro mesi)  fa ben sperare. Ma non solo: il costo della depurazione dell'acqua per le concerie di Ponte a Egola è sceso sotto i 6 euro al metro cubo consentendo notevoli risparmi su un capitolo che è strategico nel bilancio di ogni conceria. E' quanto emerso dalla relazione del presidente del Consorzio Conciatori e del Consorzio Cuoiodepur, Michele Matteoli, agli associati.  

"Dai dati elaborati dalla Camera di Commercio di Pisa, si rileva a livello provinciale che il settore cuoio, pur a tassi non elevati torna a crescere +2,7% dopo la battuta d’arresto del 2016 (-1,4) spiegando 0,68 punti di crescita sui 3,24 della crescita complessiva dell’export pisano - ha detto Matteolio -. Se andiamo a valutare i tradizionali indicatori generali quali il quantitativo di acqua depurata e quello di carniccio prodotto, abbiamo la conferma che complessivamente il nostro sistema nel 2017 ha tenuto, i dati riportano percentuali di incremento rispetto allo scorso anno, anche se ormai come di consuetudine, sono da evidenziare situazioni di differenze rilevanti fra un’azienda e l’altra". L’intervento è proseguito focalizzandosi su alcuni punti, siamo il secondo Paese manifatturiero in Europa, il settimo nel mondo, ed il distretto, fa la sua parte, con le sue dinamiche interne con la sua produzione particolarmente variegata per dimensioni aziendali, tipologia di attività, tecniche di lavorazione; "questo è la nostra forza oltre che motivo di vanto e di prestigio, invidiata da tutti i nostri principali competitor - ha aggiunto Matteoli - e rappresenta un indubbio vantaggio competitivo, lo dimostrano anche i 114 Paesi di destinazione delle produzioni, di questo dovremo esserne tutti più consapevoli. Pur rilevando che il segmento del “fashion system”, rappresentativo del distretto, rispetto ad altre destinazioni produttive, ha ulteriori criticità per la rapida obsolescenza delle collezioni e per la forte e spiccata attenzione stilistica".

Ottimi i numeri del bilancio. Anche in questo esercizio è stato possibile effettuare il servizio di depurazione confermando la tendenza alla riduzione dei costi gestionali, portando la tariffa di depurazione a scendere ampiamente sotto sei euro per ogni metro cubo di acqua denunciata dalle aziende, oltre ad una diminuzione dei costi netti -13,40%.

"In sincronia agli interventi di riorganizzazione interna per l’ottimizzazione dei costi sono state valutate attentamente e, in qualche caso, sperimentate tecniche e modalità gestionali alternative, alla ricerca di soluzioni più flessibili ed economiche. In questo ambito si collocano lo sviluppo dell’Accordo di Programma Quadro, “tubone” che prevede una ristrutturazione del sistema di depurazione, le soluzioni tese al miglioramento dell’efficienza e dell’economicità del servizio, ed i programmi relativi alla questione energetica, a cui sarà dato notevole impulso nei prossimi esercizi - ha aggiunto Matteoli - . Le strutture consortili da sempre dedicano importanti risorse umane ed economiche alla ricerca e alla sperimentazione di soluzioni innovative, ottenendo nel tempo risultati di assoluto valore, come la trasformazione dei fanghi prodotti da rifiuto di difficile smaltimento a prodotto fertilizzante, riconosciuto dalla normativa, come la messa a punto e l’applicazione di tecniche innovative per il contenimento degli odori o le notevoli modifiche al ciclo di depurazione per ottimizzarne i risultati tecnici ed economici, la certificazione Emas di distretto.

La relazione è proseguita toccando una molteplicità di aspetti che vanno dal tema della tracciabilità e contraffazione al rispetto dei codici etici, dell’ambiente e della salute nei luoghi di lavoro, alla formazione, al concetto di economia circolare, al rinnovo del contratto di lavoro, agli investimenti per allinearsi ad industria 4.0.