Valdicecina Republic: "Racconto la mia terra tutta da riscoprire grazie alla cultura"

Vittorio Cotronei, scrittore originario di Montescudaio: "Vogliamo unire le varie realtà esistenti sotto un’unica identità. Luoghi carichi di storie e di bellezza che si trova raramente altrove".

Valdicecina Republic: "Racconto la mia terra tutta da riscoprire grazie alla cultura"

Valdicecina Republic: "Racconto la mia terra tutta da riscoprire grazie alla cultura"

E’ una dichiarazione d’amore verso un territorio vasto, in cui anche l’angolo più anonimo può svelare un mondo. Tutto trova inizio anni fa con le ’Cronache della Val di Cecina’, racconti satirici ambientati proprio in Val di Cecina, percepita dall’autore, Vittorio Cotronei, scrittore originario di Montescudaio, come terra mitica, rurale e romantica; terra di contrasti, dai paesaggi mozzafiato e dalla gente semplice e rude che ricorda vagamente il lontano Midwest americano. Da questi racconti, l’dea di girare un documentario "Wild di Cecina": ripercorrere in moto l’intera Valle, fermandosi in ogni paese a intervistare personaggi del luogo, artisti, filosofi, musicisti, persone nate qui o che hanno scelto di vivere in Valle.

E ora ecco "Val di Cecina Republic" un progetto che furoreggia sui social e che vede alla testa Cotronei insieme a Elia Rossetti, idea come evoluzione del documentario: l’identificazione sotto una bandiera dello spirito e delle atmosfere che si respirano in questa terra e che si allarga da cittadina costiera fino alle Cornate, attraversa trasversalmente le province di Pisa e Livorno ed è tagliata come un coltello da un fiume dal nome etrusco, una ferrovia dall’aspetto ottocentesco e da due antiche vie di comunicazione, la Salaiola e la Sarzanese Valdera, che rimandano all’iconica Route 66 americana.

La Republic ha un suo manifesto, una bandiera, magliette e gadget e una pagina Facebook dove Cotronei e Rossetti costruiscono una narrazione anticonvenzionale del territorio. "La Republic si prefigge di unire le varie realtà esistenti in Val di Cecina sotto un’unica identità – spiega Cotronei – ma per raggiungere questo scopo è necessario fare cultura: diffondere, divulgare, narrare i luoghi più reconditi e le strutture abbandonate".

Quali?

"L’ archeologia industriale dove si è fatta la storia economica e sociale, quella che fu la miniera più grande d’Europa, a Montecatini, i pascoli di Mazzolla, Larderello, la Solvay di Ponteginori, i boschi, le cascate, i parchi naturali, le malinconiche campagne. La Republic narra il territorio con ironia e con amore, scavando nei ricordi, cercando di emozionare chi in Val di Cecina c’è nato, oppure l’ha scelta o magari la sceglierà per viverci, anche se ancora ne ignora l’esistenza".

Quindi un viaggio sentimentale che mette in luce luoghi che ancora sono qui, ma che a mala pena chi abita in Valle conosce.

"Esatto. Penso a Micciano o ai borghi intorno a Pomarance, alla stazione di Riparbella, all’ex tabaccaia. E poi al Monte Voltraio. Insomma, basta aprire gli occhi e ogni fazzoletto di terra è un mondo. Sì, velato da nostalgia, pregno di melanconia, ma carico di storie e di bellezza che si trova raramente altrove. Insomma, oltre la pineta di Cecina o la piazza dei Priori, vive una Valle tutta da scoprire. Un cosmo in cui ritrovarsi, in cui si aggruma un’identità collettiva".