
I soccorsi di Tommaso Bracci domenica sul campo di Capannoli
Pontedera, 4 dicembre 2024 – “Un secondo sembrano minuti. Il tempo non passa mai. L’attesa, senza poter far niente, è angosciante. Non auguro a nessuno di passare quello che ho passato io domenica in tribuna a Capannoli. Ora per fortuna va meglio, anche se Tommaso dovrà essere operato allo zigomo per la rimozione della frattura”. Parla Eric Thierry Bracci, il padre di Tommaso, 21 anni, calciatore del Capanne (Seconda categoria) che dopo uno scontro di gioco con un avversario durante Capannoli-Capanne è rimasto privo di sensi.
Poche ore dopo, allo stadio Franchi di Firenze, un dramma simile quando Edoardo Bove della Fiorentina si è accasciato al suolo. La differenza tra i due episodi è che Bracci ha perso i sensi dopo un fortuito scontro di gioco con un avversario. Bove, invece, ha accusato un malore non conseguente a un trauma. Di identico c’è il dramma di due famiglie e quasi la stessa età dei due ragazzi – 21 anni Bracci, 22 Bove – e, aspetto principale, che ora entrambi sono fuori pericolo.
“E’ andata bene – ripete il presidente del Capanne Giovanni Di Gianni – Ero in panchina e ho vissuto tutto in diretta. Tommaso ha avuto uno scontro aereo con un avversario ed è caduto privo di sensi. E’ stato suo fratello Mirko, 28 anni, anche lui nostro giocatore, a intervenire per primo ed evitare, insieme al massaggiatore del Capannoli, che la lingua lo soffocasse. Sono stati momenti angoscianti e concitati. I ragazzi e tutti noi ci siamo presi un grande spavento. Ma abbiamo anche tirato un grande sospiro di sollievo quando Tommaso è stato portato in ambulanza dai volontari della Misericordia. Aveva ripreso a respirare regolarmente e il quadro clinico era stabilizzato”. In campo a Capannoli è stato portato subito anche il defibrillatore, ma non è servito perché nel frattempo le funzioni vitali del ventunenne giocatore del Capanne erano riprese regolarmente. L’ambulanza, che non era al campo perché in queste categorie non è obbligatoria, è intervenuta nel giro di pochi minuti.
I fratelli Mirko e Tommaso Bracci, pontederesi, da quest’anno sono al Capanne in Seconda categoria dopo sono approdati, insieme, dopo l’esperienza comune alla Pecciolese. Quella di domenica a Capannoli per Tommaso era la prima partita da titotolare e se la stava cavando egregiamente. Quando il primo tempo era nella seconda fase lo scontro, il trauma allo zigomo e la perdita dei sensi. Il fratello Mirko è stato il primo a capire che la situazione era grave. Il sangue, nelle situazioni di pericolo come in altri frangenti della vita, non può mentire. E l’ha salvato evitando che la lingua lo soffocasse. Domani all’ospedale di Cisanello l’intervento per la ricomposizione della frattura dello zigomo. “E’ sempre un intervento”, come dice giustamente il padre Eric Tierry. Ma il peggio è passato.
g.n.