Due militari dell’Arma
Due militari dell’Arma

Palaia, 11 agosto 2020 -   Maxi-colpo da 17mila euro, in pieno giorno con i ladri in fuga impuniti e forse pronti a nuove scorribande in lungo e largo sul territorio. Succede a Palaia, nell’abitazione connessa ad un noto agriturismo. È stata una domenica davvero terribile per i gestori (che chiedono a La Nazione di essere tutelati dall’anonimato, ndr ). Il furto si è consumato tra le 11.30 e le 13 mentre tutti erano impegnati a preparare il pranzo per gli ospiti stranieri che hanno scelto la bella campagna palaiese per trascorrere una vacanza in pieno relax. Un lasso di tempo non particolarmente ampio, ma durante il quale i malviventi sono riusciti a muoversi con disinvoltura e senza farsi notare, complice probabilmente il contesto rurale di quel paradiso.

"Abbiamo trovato le stanze completamente a soqquadro, un disastro – spiega una delle vittime finite nel mirino –. Materassi, divani capovolti sul pavimento. Armadi e cassetti svuotati di tutto il loro contenuto. La scena davanti ai nostri occhi era infernale. Ci sembrava di vivere un incubo...".
Un incubo che, invece, purtroppo si è concretizzato in realtà. Nella più dura delle realtà. Perché oltre ad aver dovuto fare i conti con una scena apocalittica, gli sfortunati imprenditori hanno dovuto fare i conti con una perdita piuttosto importante che supera abbondantemente la decina di migliaia di euro. Ovvero l’incasso, frutto dell’impegno e della determinazione riversati nell’attività che hanno creato e che ora stanno curando con sconfinato amore, valorizzando al contempo le eccellenze della Valdera.
I ladri hanno passato al setaccio ogni angolo dell’abitazione, palmo palmo. Senza trascurare nessun nascondiglio. Nemmeno quelli più impensabili. E purtroppo la loro caparbietà li ha ‘ricompensati’ visto che la fuga non è stata a mani vuote. Anzi. "Hanno cercato talmente a fondo da riuscire a trovare i soldi in un posto talmente singolare da essere ritenuto, almeno ai nostri occhi, più che sicuro – conclude l’esercente senza celare l’amarezza per quanto accaduto –: la scarpiera. I soldi erano nascosti tra le scarpe e loro li hanno trovati, sono arrivati fin lì!".
 


E poi il dubbio più atroce, riflettendo sul quale è quasi impossibile sentirsi sereni. Quello di essere stati “studiati“ per giorni, seguiti negli spostamenti e nelle azioni della quotidianità. Un sospetto che tormenta le vittime di questo brutto episodio di microcriminalità. "Abbiamo scoperto che c’è stato un tentativo di furto anche a casa dei nostri vicini – il commento finale –. Purtroppo non ci sentiamo più sicuri. I controlli da parte dei carabinieri non bastano. Gli episodi spiacevoli si sono moltiplicando, visto anche il dilagare della povertà. Vogliamo più tutele per noi stessi e per le attività".
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