
Piantagione di droga scoperta nelle campagne di Bientina. Maxi sequestro dei carabinieri (foto d’archivio)
Per il momento è stata trovata e sequestrata la coltivazione. Ora le indagini sono finalizzate a trovare il contadino o i contadini che si prendevano cura di un raccolto che avrebbe fruttato circa 120mila euro. Infatti quello trovato dai carabinieri di Bientina non è un campo di frutta e verdura. Ma una distesa di canapa indiana, la cui la “semina” avviene in primavera e, appunto, dopo le necessarie cure, soprattutto un’adeguata irrigazione in estate, maturano i frutti.
Questi poi raccolti, essiccati e opportunamente lavorati portano i prodotto finale, la marijuana. Nei giorni scorsi i militari dell’Arma hanno individuato, in un campo in disuso una vasta piantagione di Canapa quasi pronta per il raccolto finale. La scoperta è stata immediatamente segnalata alla Procura della Repubblica che ha disposto una serie di accertamenti preliminari condotti con il supporto dei carabinieri della compagnia di Pontedera. Alla luce degli esiti di questi approfondimenti l’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro della piantagione e di ogni altro elemento riconducibile alla illecita coltivazione. Venerdì mattina dalle prime luci dell’alba, i militari hanno fatto accesso nell’area eseguendo un’accurata ed estesa perquisizione che ha portato al sequestro di 187 piante di canapa di altezza variabile fino ad un massimo di tre metri, per un peso complessivo di oltre 82 chilogrammi; soto seuqestro poi vari attrezzi idonei alla coltivazione (zappe,vanghe, trivella con motore a scoppio, tubi d’irrigazione, eccetera). Le 187 piante di canapa, tutte opportunamente estirpate dai carabinieri, dopo gli accertamenti e campionamenti del caso saranno distrutte mediante incenerimento. Si stima, con un discreto margine di approssimazione, che l’intera piantagione una volta raggiunta la migliore maturazione avrebbe potuto produrre circa 30 chilogrammi di marijuana (in media si calcolano circa 150 grammi-pianta).
Quindi un quantitativo che avrebbe alimentato in modo massiccio: non solo l’illecito “mercato” della Valdera ma, anche, le richieste di spacciatori e utenti finali delle provincie delle zone limitrofe. Le indagini sono tuttora in corso con il fine di identificare le persone responsabili della coltivazione illegale della piantagione.
Carlo Baroni