Chiara Appendino
Chiara Appendino

Firenze, 30 marzo 2021 - Chiara Appendino è sempre stata considerata “quella brava” del M5s, a differenza di Virginia Raggi. Così brava che però è costretta a rinunciare al secondo mandato, travolta dalle grane giudiziarie. Non che le siano mancati anche i problemi politici, in questi anni di amministrazione torinese, presentata nel 2016 come una rivoluzione epperò, cinque anni dopo, tutt’altro che compiuta.

Nonostante Appendino abbia già annunciato che non si ripresenterà, a Torino il M5s continua a essere una polveriera. In questi cinque anni il M5s ha perso i consiglieri comunali Deborah Montalbano, Aldo Curatella, Marina Pollicino e Damiano Carretta. Lunedì Fabio Versaci, ex presidente del Consiglio comunale torinese, vicinissimo ad Appendino, ha detto che non intende sostenere l’alleanza con il Pd, prospettiva che da Roma viene considerata inevitabile, non solo a Torino.

“Qui allearsi con il Pd darebbe al Movimento un risultato sotto la doppia cifra, vorrebbe dire contare poco e ambire giusto ad un paio di assessorati in caso di vittoria. Tra l’altro, cosa per niente scontata, perché questo suicidio politico regalerebbe al centrodestra una campagna elettorale molto semplice… Negli ultimi periodi mi sono spesso chiesto come si possono proseguire gli ultimi mesi di mandato con visioni politiche così differenti, per questo motivo sto davvero faticando a sostenere una sindaca che non si confronta più con la sua maggioranza, tranne che sui giornali. Mi permetto di chiedere alla sindaca di essere trasparente il più possibile e dirci in che modo vuole costruire questa convergenza con un Partito democratico locale che le sbatte sempre la porta in faccia”.  

Oppure, si è chiesto polemicamente il consigliere comunale, “spera che i vertici romani di Pd e M5S ci impongano un’ alleanza? Credo sia arrivato il momento di essere onesti sinceri, procedere in questa situazione per quanto mi riguarda è diventato impossibile”. 

Versaci è poi stato coerente con le proprie dichiarazioni e non si è presentato in aula, obbligando così Appendino - che adesso non potrà più mancare neanche una seduta - a contare sui voti dell’opposizione per far proseguire il consiglio comunale riunitosi lunedì. 

Insomma, potrebbe non essere così semplice replicare l’alleanza Pd-Cinque stelle a Torino, che è simile a Roma quanto a rapporti fra il partito di Letta e quello di Grillo. I due partiti si sono sempre combattuti aspramente e sui territori le cose sono meno semplici da dimenticare che in Parlamento.

Difficile che si possa verificare quello che a Roma qualcuno sogna nel Pd, cioè le primarie di coalizione per la scelta del prossimo candidato sindaco contro le cosiddette destre. Da mesi, comunque, gira il nome di un candidato che potrebbe riunire grillini e democratici: il rettore del Politecnico Guido Saracco. Laddove si dimostra che quando c’è un problema Pd e Cinque stelle si affidano ai papi, più o meno stranieri, delle università.