Torna il virus sinciziale, minaccia per i neonati. "Ma presto avremo l’arma per difenderci"

Il primario di Pediatria, dottor Rino Agostiniani, fa il bilancio attuale "Primaondata gastroenteriti, altri i virus pericolosi per i più piccoli. Terapia monoclonale? Contiamo di averla per il prossimo inverno"

Pistoia, 7 dicembre 2023 – L’inverno è alle porte, ma la prima ondata di virus para influenzali ha messo a letto molti piccoli, soprattutto bambini in età da asilo, ma il peggio deve ancora arrivare. Come conferma il primario di Pediatria dell’ospedale San Jacopo, dottor Rino Agostiniani.

Dottore, le famiglie sono preoccupate per il riaffacciarsi del virus sinciziale.

"In realtà, il virus respiratorio sinciziale (VRS) è un virus a RNA, classificato come pneumovirus, ed è la principale causa di infezione delle basse vie aeree nei bambini, soprattutto nei neonati e lattanti fino a due anni di età. Quindi direi che c’è da sempre. Ora però, non è ancora partita la stagione epidemica: non abbiamo nel nostro reparto casi, né situazioni preoccupanti. Ci aspettiamo la prima ondata da ora a febbraio".

Si tratta di un virus che presenta sintomi subdoli, anche un banale raffreddore.

"Il virus sinciziale, è bene sempre ribadirlo, è molto diffuso tra i bambini in età da asilo, ma altrettanto poco pericoloso dopo l’anno di vita. Un bambino di 4-5 anni lo debella, di norma, facilmente. Il pericolo è piuttosto per i fratellini neonati, o fino ai tre mesi di vita, che vi entrino in contatto in casa".

Quando è il caso di preoccuparsi?

"Come spesso dico ai genitori, mamme e babbi, bisogna osservare il bambino: quando il piccolo non è più lui, allora è il caso di preoccuparsi. Intendo, quando smette di mangiare o diminuisce sensibilmente l’appetito. Oppure quando smette di essere vivace e di giocare. Allora può essere il caso di farlo valutare dal suo medico".

Quali protezioni abbiamo nei confronti del virus sinciziale? La terapia con i monoclonali?

"In alcuni paesi la terapia con i monoclonali è già stata avviata. Non si tratta di un vaccino, ma di una immunizzazione passiva. Io inetto la sostanza che prepara l’organismo a debellare il virus. Finora si tratta di una terapia che viene predisposta per i bambini piccoli fragili: ovvero i nati pre termine, o con patologie cardiache. Ma all’estero la terapia è già in uso su larga scala: si tratta dell’anticorpo monoclonale Nirsevimab. Basta una sola dose, a dispetto di quello utilizzato attualmente (una volta al mese per cinque mesi, ndr). Può essere utilizzato per proteggere i bambini delle malattie da virus respiratorio sinciziale (VRS), dunque per le infezioni delle basse vie respiratorie, come bronchiolite e polmonite. Il Nirsevimab è già stato introdotto in Usa, Francia e Spagna. Noi finora ci siamo limitati a proteggere i soggetti fragili, ma presto adotteremo anche noi una strategia di prevenzione, che potrebbe partire dall’inverno 2024. Negli Stati Uniti, addirittura, è già stato introdotto il vaccino da fare sulle donne in gravidanza, che in questo modo passano la protezione al nascituro".

Quando è attesa la prossima ondata influenzale?

"Ora ci avviciniamo alle forme più importanti, anche se il picco lo avremo dopo Natale. Dopo i 6 mesi di vita, è sempre raccomandabile il vaccino anti influenzale".

M.V.