Tra Ramini e Masiano le aziende più colpite

I precedenti: aceri giapponesi e altre specie più redditizie sul mercato

Tra Ramini e Masiano le aziende più colpite

Tra Ramini e Masiano le aziende più colpite

Come una macchia d’olio che si espande sempre di più, la mappa dei furti nei vivai della piana è in costante aggiornamento e, tendenzialmente, non ci sono zone maggiormente sicure – o risparmiate dalle razzie – rispetto ad altre. Il fulcro, spesso e volentieri, si trova fra le frazioni di Ramini, Piuvica e Masiano dove il dedalo di stradine è davvero infinito ed anche se ogni vivaista piazza delle telecamere nei posti di maggior passaggio, è più facile sfuggire. Ma anche altre zone non vengono certo risparmiate, come il territorio di confine tra Badia e Pacciana e Agliana, piuttosto che Valenzatico o Barba, rimanendo nel quarratino. L’ultima grande segnalazione rimane quella di inizio 2023 quando il titolare della Vivai Stefano Agostini si alzò al mattino e non trovo più nei propri campi qualcosa come 3500 aceri giapponesi che erano stati piantati da pochi mesi. Valore della merce rubata di circa 4 euro a piantina, per un totale di oltre 14mila euro con un danno notevole perché poi, sul mercato, venivano rivendute a cifre decisamente più alte, togliendo così introiti per tutto il distretto e, chi ha subito il furto, deve anche rimetterci i soldi dell’acquisto di nuove specie da ripiantare. Andando ancora più indietro, a Natale 2022 dall’azienda Giacomo Giacomelli di Ramini furono portati via qualcosa come cinquemila aceri rossi che, sul mercato, hanno un valore abbastanza alto di vendita oltre ad essere facilmente trasportabili e vendibili in maniera veloce. Legate ai furti, comunque, c’erano state anche altre operazioni dei Carabinieri come quella che portò all’arresto di due albanesi intenti a rubare cinquemila piantine di pungitopo selvatico in un’azienda agricola di Castelmartini, a Larciano. Così come erano sparite 500 magnolie dall’azienda di Osvaldo Panconi a Ponte Buggianese e, ad ottobre 2022, seimila piante di cipresso ancora a Piuvica. L’attenzione dei vivaisti è massima per cercare di tutelare il proprio lavoro ma con una piana sconfinata, e sfruttando le zone più appartate, non è semplice riuscire ad evitare questi furti, portati comunque a termine da professionisti e da chi conosce molto bene le specie di piante che si coltivano a queste latitudini.

S.M.