Pistoia, 11 maggio 2018 - Diciotto  moduli abitativi a basso impatto ambientale , mobili e autosufficienti. E’ la proposta che ancora una volta chiede Elisabetta Pastacaldi, preside del liceo artistico Petrocchi, per risolvere il problema degli spazi della scuola, problema sempre più urgente . Lo sfratto dalla succursale del Bolognini (in cui si trovano attualmente 12 aule, nelle quali gli studenti fanno lezione organizzati per turni), è stato infatti solo rimandato, dopo che la Provincia ha vinto il ricorso, otten endo che gli studenti restino nelle loro classi fino al 16 ottobre.

Il progetto delle aule

«Il 22 febbraio la soluzione dei moduli abitativi era stata presentata a Comune, Provincia e Regione – spiega l’ing egner Marco Bresci – i moduli sono di ultima generazione realizzati da FAI Costruzioni: per la parte energetica sono stati curati dall’ Università di Pisa, con brevetti che riguardano la depurazione delle acque; sono autosufficienti dal punto di vista energetico in quanto dispongono di pannelli fotovoltaici e di batterie. Si possono realizzare classi fornite anche di bagni. Potrebbero inoltre diventare un laboratorio energetico data la tecnologia di cui dispongono e oggetto di studio su tecnologie eco sostenibili, utile anche per altre necessità».

I moduli sarebbero collocati nella parte posteriore del liceo, all’interno del giardino storico di proprietà del Comune ad oggi inutilizzato e preda dell’incuria. I moduli sarebbero ad un solo piano per limitare l’impatto ambientale (non si vedrebbero dall’esterno della scuola) della grandezza di circa 30 metri quadri. Il costo si aggira sui 400 mila euro ma con la possibilità di autofinanziarsi con un contratto di cinque anni.

«E’ la soluzione più immediata – aggiunge la preside – i doppi turni non posso farli, i ragazzi hanno troppe ore e qui non ci sono aule a sufficienza ma solo laboratori. I moduli anche esteticamente sono molto belli e potrebbero essere da esempio per altre scuole o situazioni analoghe alla nostra. Abbiamo avuto l’assenso del dirigente all’urbanistica del Comune, Olga Agostini, che ha stabilito che questi moduli dovranno essere provvisori a patto che la Provincia, per il tempo in cui i moduli saranno attivi, si impegni a costruire qualcosa di nuovo come costruire sopra la palestra, comunque restando all’interno della sede che sarebbe la soluzione ottimale».

Il Comune ha dato l’autorizzazione mentre la Provincia, dato anche l’elevato costo dell’operazione, è bloccata in mancanza di risorse necessarie per compilare il bilancio e intercettare i fondi. Ottobre si avvicina e la situazione sembra ancora lontana dall’effettiva soluzione.