REDAZIONE PISTOIA

La voce di una moglie ammazzata: "Vera", a teatro contro la violenza

Progetto finanziato da Farcom, è sostenuto dalla Società della Salute con il Centro Aiutodonna "Racconta con tenerezza e crudeltà la storia di tante che trovano la morte per mano di chi ’le ama’" .

Una scena dello spettacolo «Vera»che sarà rappresentato domenica 15 dicembre al circolo Rinascita di Agliana, alle ore 21, con ingresso gratuito

Una scena dello spettacolo «Vera»che sarà rappresentato domenica 15 dicembre al circolo Rinascita di Agliana, alle ore 21, con ingresso gratuito

Domenica 15 dicembre, alle 21, al circolo Rinascita va in scena "Vera" narrazione che dà voce a una donna, uccisa dal marito quando ancora non esisteva la parola femminicidio. "Vera" è un progetto del Teatro del torgicollo, ideato da Leandro Bartoletti con Ilaria Infantino e finanziato da Far.Com, che ne ha sostenuto la produzione per sensibilizzare sulla violenza di genere. In scena Cecilia Lattari, contributi drammaturgici di Doriana Saielli, Tiziana Bargiacchi, Ilaria Infantino e Leandro Bartoletti. Supervisione drammaturgica di Tommaso Cheli, supervisione scientifica di Marika Buciuni (psicologa, psicoterapeuta del Centro antiviolenza Aiutodonna), sonorizzazioni di Maximilian Gallorini. L’ingresso è gratuito, al termine dello spettacolo riflessione sulla violenza di genere con le psicologhe del Centro antiviolenza Aiutodonna. "Vera" andrà in scena anche al circolo Arci di Bottegone (sala piccola al primo piano), sabato 14 alle 18 e il 20 dicembre alle 21. Il progetto è sostenuto da Società della Salute e Aiutodonna per la sensibilizzazione e dai circoli Arci che ospitano l’evento. Bartoletti spiega le origini del progetto: "Nel 2023 è nato il laboratorio per sole donne ‘Le parole delle donne’ per costruire una piccola rassegna per raccontare le donne dal loro punto di vista. La rassegna venne realizzata grazie al Cesvot. Da quest’esperienza prende vita "Difformi", quattro monologhi scritti e interpretati dalle partecipanti. Di questo percorso, che mescola toni surreali e drammatici, rimane la voglia di continuare a lavorare sul monologo dal titolo ‘E poi silenzio’, che racconta la fine, per mano del marito, di una cara amica di una delle partecipanti, avvenuta negli anni Ottanta. Con l’aiuto della dottoressa Buciuni riprendiamo in mano il testo e costruiamo una narrazione che prova a dare voce a una donna ammazzata dal marito, dall’infanzia al momento della sua morte, avvenuta quando non esisteva la parola femminicidio. Lentamente ci distacchiamo dalla storia vera di quella donna per costruire ‘Vera’, una bambina, un’adolescente e una donna che insieme vogliono raccontare una storia che è la storia di tante e i meccanismi che inesorabilmente conducono verso la morte per mano dell’uomo che ‘le ama’. Oggi Vera è uno spettacolo che racconta con tenerezza e crudeltà la vita di tante donne che corrono verso la loro affermazione personale, madri, lavoratrici, che trovano sul loro cammino la morte all’interno degli affetti familiari. Speriamo – conclude Bartoletti – che possa rappresentare un veicolo di messaggi per prevenire il fenomeno dei femminicidi che sta invadendo le cronache ogni giorno".

Piera Salvi