Fabrizio Bonacchi poco prima del via di una gara con la sua Formula Gloria Kit classe 1000 gruppo e2-ss
Fabrizio Bonacchi poco prima del via di una gara con la sua Formula Gloria Kit classe 1000 gruppo e2-ss

Pistoia, 8 aprile 2019 - E' grande lo sconforto nel mondo degli appassionati di gare automobilistiche e dell’ambiente dei motori: Fabrizio Bonacchi era uno di loro. E’ morto sabato pomeriggio, vittima di un terribile incidente durante la seconda manche di prove della cronoscalata Camucia-Cortona, in provincia di Arezzo, dedicata alle auto storiche. La gara, che si sarebbe dovuta correre ieri, è stata annullata proprio per il grave lutto che ha funestato la competizione.

Bonacchi, nato a Prato, 54 anni da compiere il prossimo dicembre, abitava ad Agliana con la moglie Paola, dipendente di un’azienda tessile, e due figli.

L'auto distrutta nell'incidente

Il profondo dolore della sua famiglia, degli amici, di chi condivideva con lui la sua grande passione e di quanti lo conoscevano è lo stesso anche tra i suoi colleghi dell’azienda tessile Pontetorto di Montemurlo, dove lavorava da 30 anni come tecnico, uno dei più apprezzati e competenti anche per la sua lunga esperienza. Luigi Banci, uno dei soci dell’azienda, ha parole di grande stima nei suoi confronti, per l’impegno e la serietà sempre dimostrati nel corso di tutti gli anni passati alle dipendenze dell’azienda. Profondamente addolorato per questo lutto anche il medico aglianese Maurizio Fondi, amico di Bonacchi con il quale condivideva la stessa passione per l’automobilismo.

Bonacchi – che correva per la scuderia Asd Fast 97 e faceva inoltre parte della scuderia Granducato Motorsport della Ferruccia (Quarrata) – aveva cominciato la sua avventura nelle gare molti anni fa, nel 1988, con i gokart che gli avevano dato la soddisfazione del titolo di campione regionale della 125. Poi era arrivata la passione per le cronoscalate al volante della sua amata Formula Gloria Kit. Gareggiava regolarmente tra le moderne in deroga nelle numerose salite toscane del Cisva. Per lui si trattava della prima volta alla Camucia-Cortona, ma non aveva mancato appuntamenti aretini storici come quello dello Spino.

Nella competizione di sabato pomeriggio, da Camucia a Cortona, durante le cui ricognizioni ha perso la vita, correva ancora a bordo della sua monoposto, una delle poche vetture moderne ammesse alla gara che era dedicata alle auto storiche. Proprio per questo motivo il corridore pistoiese non partecipava al campionato italiano velocità in salita auto storiche.

Pilota esperto, ma non professionista, amava i motori e si ispirava ai piloti Gilles Villeneuve e Kimi Raikkonen. La sua era la penultima vettura partita per la seconda manche di ricognizioni. Il fratello, che si trovava lungo il percorso, è andato subito sul luogo dello scontro.

Piera Salvi - Elisa Valentini