PISTOIA E’ un momento complicato quello che sta attraversando il mondo della scuola, e non soltanto a causa dei problemi nel reperire gli spazi di fronte alla normativa anticontagio. Le grosse incognite, anche di fronte all’eventualità di dover riprendere con la didattica a distanza, riguardano le nomine dei docenti precari che dovranno ricoprire, solo nella provincia di Pistoia le oltre 600 cattedre vacanti (in totale su ogni ordine di scuola), ma delle quali per il momento non si sa niente, né sui tempi né sulle modalità con cui verranno assegnate. "Al momento la sola cosa certa è l’immissione in ruolo di circa 20 docenti nella scuola secondaria fra medie e superiori che saranno attinti da...

PISTOIA

E’ un momento complicato quello che sta attraversando il mondo della scuola, e non soltanto a causa dei problemi nel reperire gli spazi di fronte alla normativa anticontagio. Le grosse incognite, anche di fronte all’eventualità di dover riprendere con la didattica a distanza, riguardano le nomine dei docenti precari che dovranno ricoprire, solo nella provincia di Pistoia le oltre 600 cattedre vacanti (in totale su ogni ordine di scuola), ma delle quali per il momento non si sa niente, né sui tempi né sulle modalità con cui verranno assegnate.

"Al momento la sola cosa certa è l’immissione in ruolo di circa 20 docenti nella scuola secondaria fra medie e superiori che saranno attinti da graduatorie non esaurite – ha spiegato Catia Fagioli, segretaria della Cisl scuola di Pistoia -. Tali immissioni dovrebbero avvenire nel corso del mese di agosto con procedura on line. Il resto delle operazioni, ovvero le nomine dei docenti a tempo determinato per garantire il riavvio dell’anno scolastico, si terranno a seguire". Ed è qui che si crea l’intoppo più grande, a causa del rinnovo delle graduatorie, tenuto conto che solo a Pistoia sono in lavorazione 5589 posizioni in Gps (graduatorie provinciali per le supplenze). Ma il numero degli insegnanti disponibili non corrisponde al numero delle domande da inserire, in quanto un docente che può insegnare più materie richiede l’inserimento su più graduatorie. Un’enorme mole di lavoro che coinvolge gli addetti dell’ufficio scolastico provinciale di Pistoia. "Si tratta di un lavoro enorme anche per le scuole della Provincia, alle quali sono state assegnate le operazioni di controllo e inserimento degli aspiranti nelle relative graduatorie docenti da fare in così poco tempo. Visto che un docente può aver fatto domanda di inserimento o aggiornamento anche per cinque o sei graduatorie – prosegue Fagioli -. Il personale del Provveditorato e delle scuole è insufficiente e chiamato ad eseguire un quantità di lavoro inimmaginabile".

A ingolfare il sistema ci sono anche le altre azioni messe in atto contemporaneamente dal Miur, ossia le iscrizioni ai concorsi ordinari e straordinari, le utilizzazioni e assegnazioni provvisorie, la scelta delle sedi del personale Ata per 24 mesi, la riapertura anche delle graduatorie triennali dei docenti. In tutta questa babele le organizzazioni sindacali si stanno prodigando per portare aiuto al personale della scuola coinvolto. "Cisl scuola si è organizzata in modo da affiancare gli aspiranti e non lasciarli soli nelle azioni previste dalle specifiche ordinanze" ha sottolineato Catia Fagioli.

"Oltretutto le domande sono complicatissime da compilare e il sistema non sta funzionando come dovrebbe perché appesantito dalla mole di domande da inserire - rincara la dose Lucia Bagnoli, segretaria provinciale di Flc Cgil –. Noi da giorni stiamo facendo megavideoconferenze on line dalla durata di ore, per fornire informazioni sia ai nostri iscritti che al personale della scuola non iscritto al nostro sindacato. L’intenzione è di non lasciare nessuno indietro, ma ovviamente non potendo ricevere di persona per evitare gli assembramenti, le prime informazioni che diamo loro sono di carattere più generale. E su tutto questo ci sono tutte le problematiche logistiche per la riapertura – conclude Bagnoli - quelle legate ai trasporti, alle mense, alle aule troppo piccole per le classi più numerose a causa degli accorpamenti. I dirigenti scolastici sono rimasti soli, e ancora aspettiamo le linee guida dal Miur".

Daniela Gori