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1 mag 2022

CHI SBAGLIA PAGA

Nerazzurri raggiunti dal Consenza sul più bello

saverio bargagna
Sport

di Saverio Bargagna

E’ andato tutto storto con l’ulteriore beffa che la matematica – nonostante la mala parata – continui a infischiarsene di ogni circostanza arrivando a sostenere con impudenza che la serie A diretta (a patto di una congiunzione astrale fortunatissima) è ancora possibile. Resta però una giornata nera, senza dubbio. Negativo l’1-1 ottenuto in casa. Pessima la notizia del grave infortunio occorso a Caracciolo proprio nell’occasione del rigore che ha condotto i calabresi al pareggio. Triste anche la parabola di Lorenzo Lucca: il bomber è stato escluso per motivi disciplinari giungendo al punto più basso della sua strana stagione. Che qualcosa si fosse incrinato fra Lucca-D’Angelo lo si era capito già alla vigilia. Il tecnico era stato glaciale: "Ci aspettiamo molto di più da lui – aveva detto –. Se spero che rimanga il prossimo anno in nerazzurro? Decideranno la società e il calciatore". Se non una porta chiusa sonoramente in faccia, poco ci manca. E infatti il giovane attaccante si è accomodato in tribuna.

A operare da sfondo a questo quadro crepuscolare vi è l’incredibile narrazione di questo campionato: una stagione che continua a giocare a vinci-perdi aumentando, ogni volta, i rimpianti: esce sconfitto il Lecce a Vicenza, ha del clamoroso la sconfitta della Cremonese in casa con l’Ascoli, vince il Monza con il Benevento. I brianzoli salgono al secondo posto e prenotano lo spumante. La quantità di occasioni perse dalle prime della classe – Pisa compreso – assume contorni epocali.

Tornando agli ‘affari’ più propriamente di casa nostra, il pareggio col Cosenza segna uno dei momenti peggiori della stagione: perdere con Benevento e Lecce ci sta, non venirne a capo contro i calabresi è difficile da digerire. E’ vero che il Pisa ai punti avrebbe meritato di più, però, il campo ha raccontato qualcosa di diverso. Il 4-2-3-1 di D’Angelo è un inedito interessante e funziona anche discretamente perché la banda di Bisoli – per buoni tratti della partita – è in chiara apnea tattica. Sibilli è di gran lunga è il più attivo in attacco, mentre sull’out opposto Cohen resta ormai incompiuto e si divora un paio di chance colossali che avrebbero cambiato i connotati a questo finale. Subito avanti grazie ad un’autorete di Venturi, il Pisa colleziona più di una possibilità per raddoppiare fra cui la fantastica sventola di Sibilli a inizio ripresa che si infrange sulla traversa. Quando i calabresi sembrano ormai destinati ad alzare bandiera bianca, ecco che si consuma il patatrac: Nicolas respinge male una conclusione centrale di Caso e Beruatto mette giù Zilli in piena area. Proprio mentre si compie questo episodio Caracciolo cade a terra accusando un grave problema al ginocchio. Numero 4 costretto ad uscire sorretto dai medici e rigore trasformato da Liotti sotto la Curva Sud. Di male in peggio. I restanti minuti che dividono dal fischio finale sono utili solo a masticare amaro.

Per carità, probabilmente, vincere col Cosenza non sarebbe comunque servito per la promozione diretta: il successo del Monza, in un certo senso, avrebbe reso comunque difficile l’impresa all’ultima giornata. Ma essersi "auto-eliminati" dispiace e fa rabbia. Tuttavia la sfida di sabato col Frosinone non è affatto inutile: i nerazzurri ballano ancora in una posizione che oscilla fra la terza piazza e la settima. Una differenza abissale in ottica playoff.

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