Daniele Meucci
Daniele Meucci

Pisa, 6 dicembre 2018 - Dieci giorni fa ha trionfato nella Sesta Cross Valmusone di Osimo chiudendo davanti a tutti con il tempo di 29’ e 44’’, nell’ultima prova indicativa in vista degli Europei. E così domenica Daniele Meucci sarà a Tilburg, in Olanda, a difendere i colori della nazionale nei campionati continentali. Il campione pisano – 33 anni, ingegnere, atleta dell’Esercito, oro europeo nella maratona di Zurigo nel 2014, pisano, tre figli – è tornato dopo un’estate e un autunno a dir poco travagliati e condizionati da una bruttissima polmonite che lo ha costretto a fermarsi per un bel po’. E lo ha fatto da par suo. Guai, però, alzare troppo l’asticella delle aspettative: «Beninteso, sono contento del mio rientro e anche di andare in Olanda a dare una mano alla nazionale negli Europei di cross, ma non aspettatevi grandi cose».

Mica metterà le mani avanti?

«Ma si figuri! (ride ndr). Sono semplicemente realista: questa gara è stata un po’ una sorpresa anche per me. Proprio non era prevista e, dunque, non l’ho preparata....».

Ergo, che cosa si aspetta dai campionati di Tilburg?

«Di continuare ad esprimermi su buoni livelli e proseguire nel percorso di crescita e di avvicinamento agli obiettivi a cui stiamo lavorando. Penso che al massimo potrò dare un contributo per portare qualche punto utile per la competizione a squadre, ma non mi immagino certo risultati eclatanti nell’individuale».

Perché Meucci in realtà a cosa punta?

«Non è un mistero: il mio obiettivo è la maratona ai campionati del mondo che si svolgeranno a Doha a fine settembre. Ci sono ancora molti mesi di tempo e conto di recuperare la migliore condizione perché adesso sto sicuramene meglio rispetto a qualche mese fa, ma non sono ancora al cento per cento».

E per questo che ha deciso anche di cambiare allenatore?

«In un certo senso sì anche se con Magnani sono rimasto in ottimi rapporti. Diciamo che, arrivato a 33 anni, avevo bisogno di una svolta motivazionale per capire se posso migliorare ancora».

E adesso chi la segue?

«Daniele Caimmi e Giada Bertolucci».

Sua moglie?

«Sì. In realtà non è una vera e propria novità: mi ha sempre seguito e aiutato molto anche nella mia vita sportiva. Diciamo che abbiamo solo ‘ufficializzato’ una collaborazione che, inevitabilmente, va avanti da molti anni (sorride ndr)».

Ma l’idea di tornare alle distanze più brevi o al cross non l’ha mai sfiorata?

«Sinceramente no. Adesso penso soltanto alla maratona. Ammetto, però, che se non vi fossero problemi di calendario, qualche campestre in più, forse, l’avrei corsa: è una specialità di grande fascino».