Pisa, 4 settembre 2018 - Assenti o mal pensati. Sono gli stalli per le persone disabili, come anche i marciapiedi, le discese, e, in generale, alcuni dei percorsi in città. Abbiamo fatto un giro all’esterno della Stazione centrale con Stefano Paolicchi, presidente di Handy Superabile, che mostra come una semplice passeggiata sulle ruote sia un continuo faticare, rinunciare, trovare alternative. «In questa area – spiega – c’è un concentrato di tutto quello che non va. I posti gialli non hanno sempre le righe per potervi accedere e così si finisce per dover stare in mezzo alla strada. Le discese hanno comunque uno scalino di 2-3 centimetri che, per una persona tetraplegica, sono ostacoli.

C’è poi un quadro in piazza Vittorio Emanuele, angolo via Battisti, impossibile. Da una parte, gli scalini, dall’altra un cantiere». «Barriere architettoniche che sono fisiche ma soprattutto culturali», aggiunge Alessandro D’Anteo, impiegato (è stato candidato alle amministrative per Noi adesso Pisa-Fdi), anche lui ben conosce i limiti di Pisa: «Importantissima sarebbe la prevenzione nelle scuole. Perché i futuri geometri, ingegneri ecc possano essere correttamente formati fin dai banchi, ma perché tutti ricevano lezioni di senso civico». Così come la presenza di persone con esperienza diretta nelle varie commissioni». Fondamentale la quotidianità. «Ogni volta che voglio uscire a bere qualcosa con gli amici in un pub, mi devo prima informare se c’è posteggio dedicato, se ci sono i bagni adeguati... in questo senso ben vengano iniziative come quelle legate al turismo accessibile (si terrà un convegno proprio a Pisa il 29 settembre prossimo nell’ambito del festival della Robotica). Se una città si apre per prima avrà anche un vantaggio economico».

«Gli stalli sono pochi rispetto al numero di permessi, il problema però è forse più di civiltà perché spesso i posti vengono occupati da chi usa l’auto ma senza accompagnare un disabile», racconta Tommaso Andreussi, ingegnere: «Fino a qualche tempo fa non era possibile associare allo stallo il numero del permesso». Monica Quassinti aggiugnge: «Non giro molto per Pisa, sicuramente se ci fossero più spazi riservati sarebbe meglio». Anche Michela Benedetti, professoressa, parla della sua esperienza tempo fa in ospedale: «Non riuscivo a trovare un posto libero. Stessa cosa una sera a teatro».

«Mia madre Pieranna Cini e gli altri invalidi su lungarno Pacinotti sono confinati in casa. Non vi sono attualmente stalli invalidi da piazza della Berlina a piazza Cararra», scrive il professor Marco Gallucci che si è appellato anche a tutti i nuovi assessori. «Mia mamma sta rinunciando alla fisioterapia e a controlli prefissati dagli specialisti. Gli altri due invalidi sono di fatto ora rinchiusi in casa. E stiamo pensando ad andarcene. Tra l’altro, in queste settimane, una misera passerella traballante senza appigli impedisce di percorrere il tratto senza rischiare gravemente una caduta». «Lei ha una disabilità cardiologica – prosegue – e ha problemi a fare anche pochi metri: eppure i posti saranno dopo piazza Berlina e oltre Curtatone e Montanara».