Montecatini Terme (Pistoia), 22 luglio 2021 - Il sogno di Tokyo sulle ali di Vincenzo Nibali. Tra i moltissimi "canNibali" - così si chiamano i suoi fan - che tiferanno per il grande campione per queste Olimpiadi, c'è una coppia di super tifosi che lo segue sempre, che ha scandito il nome di Nibali in tutte le gare a cui ha partecipato, gioendo e soffrendo ad ogni curva, ad ogni salita, ad ogni impresa. Due tifosi legati a Pistoia ed alla Valdinievole, che hanno fatto svettare la bandiera di Nibali a Rio de Janeiro per la precedente sfida alle Olimpiadi in Brasile: si tratta di Elena Baldi e Fausto Malucchi, avvocati del grande ciclista, ma, soprattutto, amici.

Ed è proprio in veste di canNibali ed amici, in un clima di trepidazione, ma anche leggero e a tratti scanzonato, sempre all'insegna della lealtà incrollabile e della venerazione per l'uomo e per lo sportivo, che i due ci hanno raccontato le emozioni del tifoso doc a pochi giorni dalla sfida di Tokyo. «Da tre anni avevamo i biglietti pronti per l'avventura di Tokyo – dice in tono scherzoso Fausto Malucchi, evidenziando di essersi anticipato di molto per la partenza, ma, poi, con rammarico, aggiunge – invece, non partiremo e seguiremo Vincenzo in tv, per quelle che per me, dal punto di vista umano, sono le Olimpiadi più importanti che siano mai state vissute, perché rappresentano l'impegno per ripartire e tornare alla normalità, in una sfida al nemico invisibile che è il covid», dichiara, alludendo al fatto che i Giochi si terranno senza pubblico, per le cautele di contrasto al virus.

«Avevamo già pronti i biglietti, perché avevamo un conto in sospeso – spiega Malucchi – se si ricorda quanto avvenuto a Rio: a dieci chilometri dall'arrivo, Vincenzo era medaglia d'oro, era in testa, ma, purtroppo, è caduto in quella maledetta curva che portava a Copacabana. Noi, non dico che stessimo già festeggiando perché eravamo anche scaramantici, ma non nascondo che sentivamo già la medaglia sul collo, quando purtroppo è arrivata la batosta della caduta, abbiamo visto Vincenzo a terra ed abbiamo provato una grande delusione. Poi, per noi, contava solo che stesse bene prima possibile, che non si fosse fatto troppo male. Tuttavia, l'oro è rimasto inghiottito nel mare di Rio». Elena Baldi aggiunge: «E quindi aspettavamo la rivincita e la riscossa di Tokyo, che, poi, per ovvie ragioni, legate al covid, è stata rinviata e sarà tra pochi giorni».

«Siamo in contatto con Vincenzo – racconta Fausto Malucchi – ci scambiamo qualche opinione su whatsapp, anche audio; è in ottima forma, con grande morale, anche se siamo di fronte ad un'impresa titanica, molto impegnativa. Ma essendo un fuoriclasse potrà regalarci grandi sorprese. Lui darà il massimo. Si respira un'atmosfera di moderato ottimismo, anche se, in quest'occasione, si parte a fari spenti rispetto a pronostici più precisi, ma si percepisce una giusta aspirazione a buoni risultati. Anche gli altri giocheranno le loro carte e sarà comunque un bel momento di sport da ricordare. La squadra dell'Italia in realtà – ricorda Malucchi – è composta, su cinque atleti, da tre atleti che vengono da Mastromarco, non di nascita, ovviamente, ma di adozione: Vincenzo Nibali, Damiano Caruso, Alberto Bettiol. Il nostro territorio perciò è rappresentato alle Olimpiadi da grandi sportivi».

E il canNibale doc sa che, quando è il momento di tifare per il suo campione del cuore, la concentrazione e l'impegno devono essere assoluti: «Il canNibale doc porta sempre con sé bandiera e tutti i gadget, dai cappellini personalizzati a tutto il resto – sottolinea Fausto Malucchi – perché c'è proprio l'orgoglio di farsi riconoscere e identificare da tutti come canNibale. Anche se davanti alla tv, saremo pronti con la bandiera e tutto il kit del perfetto tifoso». Infine, qualche accento sul Nibali meno conosciuto, quello che vedono e apprezzano gli amici e le persone più vicine: «La prima qualità umana di Vincenzo – dicono Malucchi e Baldi all'unisono – è la sua semplicità». «Una semplicità – aggiunge Malucchi – che è un vantaggio, lui minimizza per umiltà, ma questo atteggiamento mentale è anche un vantaggio nello sport perché, ad esempio, in un contesto come le Olimpiadi, la semplicità gli permette di non sentire troppo la pressione della sfida. E' capace di grandi gesti di generosità, che, però, vuole mantenere privati. Ha aiutato tante persone. Lo definirei, con la sua stessa semplicità, un bravo ragazzo». Un bravo ragazzo dal grande talento per cui tiferemo con l'entusiasmo di sempre.