Università delle Tre Età ad Aulla: Dialogo Intergenerazionale per Unire Giovani, Adulti e Anziani

L'Università delle Tre Età ad Aulla offre un'opportunità di coinvolgimento intergenerazionale, con laboratori, corsi di lingua, conversazione, storia locale e viaggi teatrali. Un'occasione per anziani, giovani e adulti di condividere progettualità e esperienze di vita.

Sono ormai conosciute le Università della terza età, centri culturali nati allo scopo di promuovere la cultura e incentivare il coinvolgimento degli anziani nella vita sociale e culturale per favorire ub invecchiamento attivo. Ma ad Aulla sta nascendo un’associazione con una proposta ancor più ambiziosa: l’Università delle Tre Età. L’idea è di un centro di coinvolgimento intergenerazionale, mirato al recupero delle relazioni, alla solidarietà e al dialogo. Alla base c’è la convinzione che anziani, giovani e adulti siano risorse gli uni per gli altri. "Vogliamo creare una sinergia e dare l’opportunità alle tre generazioni di entrare in contatto per condividere progettualità comuni ed esperienze di vita, anche nella quotidianità" spiega Maria Grazia Tortoriello, consigliera con delega alla cultura.

La sede sarà la biblioteca “Salucci”, luogo simbolicamente deputato a unire culturalmente tutte le generazioni per sviluppare una collaborazione attiva. Un progetto ancora in fieri, spiega Tortoriello, che però ha già le “gambe”: "Stiamo raccogliendo le adesioni e ci sono una quarantina di interessati, over 40, ma si spera di raccogliere anche l’interesse dei più giovani. Le attività saranno momenti di condivisione e laboratori. Vorremo partire subito con la creatività: ceramica, acquarello e disegno". Poi ci sono richieste per corsi di lingua e conversazione. "Non mancheranno approfondimenti di storia locale e viaggi organizzati per seguire la stagione teatrale al Teatro Civico della Spezia". Il centro sarà aperto a tutti: anziani che vogliono impiegare attivamente il loro tempo, giovani e adulti che desiderano acquisire conoscenze e tecniche diverse, a quanti pensano di impegnarsi per favorire la socialità intergenerazionale.

Michela Carlotti