Un lunigianese al Quirinale Andrea Vinchesi: "Così uccisero i miei colleghi"

L’ex agente della polizia di Stato si trovò al centro di una sparatoria nel 1975 "Bisogna ricordare ai giovani quella terribile stagione: fu un terrorismo feroce".

Un lunigianese al Quirinale  Andrea Vinchesi: "Così  uccisero i miei colleghi"
Un lunigianese al Quirinale Andrea Vinchesi: "Così uccisero i miei colleghi"

di Roberto Oligeri

Oggi alla cerimonia del “Giorno della Memoria dedicato alle Vittime del Terrorismo“ che si svolge alla presenza del Presidente della Repubblica, fra gli invitati al Quirinale vi sarà anche il commendator Andrea Vinchesi, di origini lunigianesi. E presente per un gravissimo fatto di sangue, risalente agli “Anni di Piombo“, del 1975, che lo vide coinvolto in prima persona. A quei tempi era un giovanissimo agente della Polizia di Stato. Quel giorno Vinchesi era rimasto ferito e nel 2010 venne insignito della “Medaglia d’Oro“ alle vittime del terrorismo. "E’ una vicenda accaduta il 22 ottobre del ‘75. All’alba, con numerosi colleghi - racconta Vinchesi - partivamo alla volta di Querceta per un’operazione anticrimine. Dovevamo perquisire un’abitazione dove si trovavano dei pregiudicati, dei sospetti. Ed accadde che, proditoriamente, questi ultimi sparassero addosso a dei colleghi". Lei dove si trovava?- "Ero appostato ad un angolo dell’abitazione da cui potevo scorgere l’ingresso principale e dopo la sparatoria, quando chiamato dal dirigente accorsi col mitra spianato all’interno, scoprii che tre miei compagni erano stati uccisi. Mi imbattei nei loro corpi esanimi ed insanguinati. Ero sconvolto - spiega con tristezza l’ex agente - posizionai il mitra per sparare, ma riuscii a frenarmi dall’impulso di farlo, trovandomi di fronte ai due che si arrendevano...". Dopo l’arresto, radio e televisione avevano immediatamente divulgato la sconvolgente notizia dei tre poliziotti uccisi e i giornali dell’epoca raccontarono come, durante il trasferimento al Comando, gli agenti dovettero difendere i due arrestati dalla folla, che li voleva linciare. Che ricordo conserva di quel tragico conflitto a fuoco? " Ero rimasto anch’io ferito e scioccato. In un momento di lucidità mi resi conto che 5 giorni dopo quel dramma - afferma Andrea Vinchesi- avrei compiuto 20 anni e fui scosso da brividi nel pensare che pure io avevo corso il rischio di trovarmi in una bara come i miei tre sfortunati colleghi. Vi ringrazio per quanto potrete fare, tramite la mia testimonianza diretta, per ricordare alle giovani generazioni della nostra Provincia e non solo, quei terribili fatti, quella terribile stagione di spietato e feroce terrorismo".