Sit-in alla foce del Frigido. Troppa ghiaia pericolosa. Allarme degli ambientalisti

Italia Nostra e Legambiente hanno organizzato una manifestazione "Non è un fenomeno naturale, ma artificiale, provocato dall’uomo, dai ravaneti".

Sit-in alla foce del Frigido. Troppa ghiaia pericolosa. Allarme degli ambientalisti

Sit-in alla foce del Frigido. Troppa ghiaia pericolosa. Allarme degli ambientalisti

Le associazioni Italia Nostra e Legambiente, accompagnate da numerosi movimenti locali quali Npu e Politikè, oltre al Circolo della Vela, hanno rinnovato l’invito alla popolazione per una visita alla foce del fiume Frigido. Con la foce come al solito intasata da una montagna di ghiaia portata giù dal fiume, hanno deciso di aggiornare la popolazione e sollecitare le istituzioni a eliminare il fenomeno prima che diventi la causa principale di una alluvione a Marina. La partecipazione è stata numerosa e i tecnici esperti hanno riferito sulle cause del fenomeno che risulta ogni anno più rischioso.

Il fenomeno del ristagno delle ghiaie alla foce del Frigido è cominciato circa 50 anni fa. "Non è un fenomeno naturale ma artificiale, provocato dall’uomo, dai ravaneti di cava – affermano le associazioni ambientaliste –. Il fenomeno è in progressivo peggioramento perché piano piano stanno scendendo a valle tutti i ravaneti delle cave massesi. Il ristagno avviene in tutto il tratto di pianura, dalla Stele al mare e peggiora alla foce dove le onde del mare respingono indietro le ghiaie fino a formare una vera e propria montagna di oltre 2 metri di altezza per circa 60 metri di lunghezza. Una montagna di ghiaie che nessuna onda di piena potrà demolire e spostare in mare. Con l’inizio delle piogge d’autunno c’è il pericolo che il sovralzamento del letto del fiume sia la causa di esondazione dagli argini all’altezza di via Parma o via Garosi, dove la sezione del fiume si stringe".

"Trattandosi di un fenomeno artificiale provocato dall’uomo e per scongiurare i gravi rischi connessi – continuano – è obbligatorio provvedere alla rimozione di tutte le ghiaie dal fiume, cosa che il Genio civile omette di fare adducendo ingiustificate motivazioni ma, peggio, progetta di innalzare gli argini. Dato che il fenomeno della discesa dei ravaneti durerà decenni, non si può pensare di risolverlo innalzando gli argini di continuo".

Gli interventi corretti, secondo Italia Nostra, Legambiente e le altre associazioni che aderiscono all’iniziativa – sarebbero invece molto pochi e per niente costosi: impedire la formazione di nuovi ravaneti mediante un assiduo controllo sulle cave; scolmare l’asta di pianura e ridare una corretta sagomatura all’alveo, facendo la gara per la vendita delle ghiaie sul mercato. Anche sulle scogliere alla foce del fiume, ci sarebbe da discutere perché potrebbero peggiorare il fenomeno del ristagno delle ghiaie. Italia Nostra e Legambiente ringraziano il Circolo della Vela che ha provveduto a proprie spese a rimuovere parte della montagna di ghiaia e ha ridato una foce al Frigido, sostituendosi alle istituzioni inadempienti.