Dipendenti della Sanac e sindacalisti durante una delle ultime manifestazioni di protesta
Dipendenti della Sanac e sindacalisti durante una delle ultime manifestazioni di protesta
di Andrea Luparia L’Istat ha “fotografato“ la situazione occupazionale della nostra provincia. Certo, quando si parla di percentuali e di media statistica Trilussa ha parlato chiaro (ricordate la storia del pollo?) e bisogna sempre partire dal fatto che i ricercatori fanno anche sondaggi telefonici e interviste, quindi qualche intervistato può aver mentito, ma la realtà che emerge è sorprendente. Perchè parliamo del 2020, quando la pandemia era già scoppiata. Ebbene, per l’Istat il tasso di occupazione della...

di Andrea Luparia

L’Istat ha “fotografato“ la situazione occupazionale della nostra provincia. Certo, quando si parla di percentuali e di media statistica Trilussa ha parlato chiaro (ricordate la storia del pollo?) e bisogna sempre partire dal fatto che i ricercatori fanno anche sondaggi telefonici e interviste, quindi qualche intervistato può aver mentito, ma la realtà che emerge è sorprendente. Perchè parliamo del 2020, quando la pandemia era già scoppiata. Ebbene, per l’Istat il tasso di occupazione della provincia di Massa Carrara è del 65,7%: gli uomini lavorano nel 74,1% dei casi (un dato in aumento) mentre solo il 57,3% delle donne lavora (c’è un leggerissimo calo). In valori assoluti gli occupati in provincia sono 81.000, di cui 35.000 donne. Nel 2019 il tasso di occupazione era del 64,5%. Tra le province toscane, secondo l’Istat, Massa Carrara sopravanza addirittura Lucca (61,8), Pistoia (62,1), Livorno (62,2). La media regionale toscana invece è il 66,1% e quella nazionale è il 58,1%. Tutto bene? Insomma. Intanto diciamo subito che l’Istat prende per buono un minimo di ore lavorate durante il periodo preso in considerazione dal sondaggio. Quindi sommiamo ai lavoratori a tempo indeterminato anche quelli a tempo determinato e quelli “a chiamata“. Senza dimenticare che la “forza di lavoro“ complessiva comprende occupati e disoccupati ufficiali (gli iscritti alle liste) ma non gli irregolari non iscritti o i Neet, ovvero quelli che non studiano e non lavorano. Quindi se gli occupati sono 81mila significa che ci sono decine di migliaia di non occupati. Tra loro c’è chi ha fatto sicuramente scelte di vita più che legittime (ad esempio decido di fare la casalinga, o il “casalingo“, e seguire i figli) ma ci sono anche quelli che non si iscrivono piu alle liste di collocamento, non cercano lavoro, si barcamenano oppure aspettano il reddito di cittadinanza.

Interpellato dal cronista Andrea Figaia, segretario provinciale Cisl, commenta così la situazione: "Come prima cosa va detto che il mercato del lavoro nel 2020 ha risentito della pandemia. E ora è vigente (e sarà prorogato) il blocco dei licenziamenti. Detto questo, se il dato di occupazione di Massa Carrara è superiore a quello di Lucca è solo perchè, da noi, c’è tanto lavoro precario, instabile, parziale e a tempo determinato. Questa tipologia è ben presente. Forse è il caso che sia la nostra Camera di Commercio, con il suo Istituto Studi e Ricerca, ad analizzare la situazione. E ricordiamo che in questa provincia c’è una sorta di cassa integrazione “in nero“ che sono i lavori svolti in estate durante la stagione...".