Elicottero caduto, attesa per l’autopsia. Troppi i dubbi da chiarire sul sinistro

Sarà l’esame autoptico sul cadavere di Naomi Maiolani a certificare le cause del decesso e dell’incidente. In Procura un fascicolo aperto per omicidio e disastro colposo. Indaga anche l’Agenzia per la sicurezza del volo.

Elicottero caduto, attesa per l’autopsia. Troppi i dubbi da chiarire sul sinistro

Elicottero caduto, attesa per l’autopsia. Troppi i dubbi da chiarire sul sinistro

Prosegue l’inchiesta sull’elicottero caduto a Fontia. Nei prossimi giorni l’autopsia sul corpo della pilota. Da una c’è parte la Procura con un fascicolo aperto per omicidio e disastro colposo contro ignoti. Dall’altra l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv), che non cerca colpevoli o responsabilità, ma vuole capire cos’è andato storto per prevenire futuri incidenti. Al centro di tutto una giovane di 28 anni , Naomi Maiolani originaria di Faenza, che venerdì scorso ha perso la vita nel modo più atroce: mentre lavorava. Le cause sono ancora ignote, ma l’esame autoptico potrebbe dare delle risposte su un eventuale malore e la successiva perdita di controllo dell’aeromobile. Esame reso difficile dalle condizioni del corpo visto che la Maiolani è stata ritrovata, alle 17, dopo ore sotto l’elicottero ribaltato avvolto dalle fiamme. A complicare le cose anche l’assenza del flight recorder, la scatola nera, non presente su mezzi inferiori alle 7.5 tonnellate. In questo caso l’elicottero pilotato dalla giovane, l’Ecureil As350, non arrivava neanche a 2 tonnellate. La Maiolani era partita la mattina da Oristano per portare a casa il mezzo, della ditta Elitellina per la quale lavorava, che veniva utilizzato per la campagna incendi. Intorno a mezzogiorno ha fatto scalo tecnico all’Isola d’Elba per fare rifornimento visto che l’aeromobile in questione ha meno di 3 ore di autonomia: la sua destinazione era la base di Sondrio, anche sede dell’azienda. Era all’altezza del paese di Fontia intorno alle 15, quando l’elicottero si è schiantato in una fitta boscaglia. A dare l’allarme due donne che in quel momento si trovavo lì in cerca di castagne, le stesse che poi riferiranno di una nebbia che interessava la zona e qualche goccia di pioggia presenti al momento dell’incidente. Saranno poi le ipotesi a parlare di un possibile passaggio in nube della pilota per ritrovarsi con il monte davanti una volta riaperta la visuale. In questo caso l’elicottero avrebbe impattato la parete con molta energia visto che la velocità massima raggiungibile da questo aeromobile è di 287 chilometri orari. Ma saranno le condizioni dell’elicottero a dare delle risposte all’inchiesta tecnica aperta da Ansv che ha subito inviato un ingegnere pilota di ala rotante sul luogo del sinistro. Purtroppo c’è l’aggravante del fuoco che non aiuta dato che molte evidenze possono essere o alterate o distrutte dalle fiamme.