Duplice omicidio di Marinella Presunto killer davanti al gup

L’udienza è stata fissata per l’11 maggio: il 32enne deve rispondere anche di occultamento di cadavere. La richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura di Spezia dopo quasi un anno di indagini. .

Duplice omicidio di Marinella  Presunto killer davanti al gup
Duplice omicidio di Marinella Presunto killer davanti al gup

È in programma per l’11 di maggio l’udienza preliminare per Daniele Bedini, il falegname carrarese di 32 anni accusato del duplice omicidio dello scorso giugno a Marinella di Sarzana, dove a colpi di pistola hanno perso la vita Nevila Pjetri e Carlo ‘Camilla’ Bertellotti. La procura dopo la conclusione delle indagini, che hanno dimostrato tutta una serie di indizi riconducibili a Bedini, ha chiesto il rinvio a giudizio del falegname di Fossola. Le pm Rossella Soffio e Monica Burani aveva depositato la richiesta di rinvio a giudizio la scorsa settimana, lo step successivo e il gip ha accolto la sua richiesta. Ora sarà tra poco meno di un mese il giudice dell’udienza preliminare stabilirà se Daniele Bedini dovrà andare a processo o meno.

Passaggi giudiziari propedeutici per arrivare al processo in corte di Assise: alla luce dei fatti è difficile pensare che l’iter giudiziario si possa concludere in modo diverso. L’accusa di omicidio aggravato mossa dalla procura nei confronti di Daniele Bedini, per legge non può essere né patteggiata né espiata col rito abbreviato, che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena. I legali di Bedini, gli avvocati Rinaldo Reboa e Costanza Bianchini, avevano chiesto per il loro assistito la non capacità di intendere e volere, ma il falegname è stato giudicato al contrario capace di intendere e volere al momento dei fatti, come dimostrato dalla perizia ordinata durante le indagini dal gip Fabrizio Garofalo ed effettuata dagli psichiatri Gabriele Rocca e Pietro Ciliberti.

I familiari delle vittime sono assistiti dagli avvocati di fiducia Silvia Rossi, Ignazio Sabatino, Sandra Biglioli, Giovanna Rossi e si costituiranno parte civile nell’udienza preliminare.

Bedini, che non ha mai parlato con i magistrati, si è sempre dichiarato innocente in tutte le fasi dell’istruttoria. E anche di fronte ai pesanti indizi contro di lui, ha sempre dichiarato la propria estraneità ai fatti a lui contestati. Ma i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale della Spezia hanno individuato tracce del Dna delle vittime sul furgone da lavoro che sarebbe stato usato da Bedini durante gli omicidi.

Tra gli elementi acquisiti dai carabinieri anche le immagini registrate dalle telecamere tra Sarzana e Carrara e quelle di un bar, che riprendono un pick up Fiat Strada bianco con lo stop destro bruciato, proprio come quello di Bedini. E poi ci sono le immagini della telecamera del negozio accanto alla falegnameria di famiglia.

Immagini che mostrerebbero Bedini quando all’alba del primo delitto era rientrato a casa, si era spogliato e aveva preso una tanica di alcol, altre lo hanno registrato con delle coperte in mano, indumenti da donna e persino la targa che è stata rimossa dall’auto di Camilla Bertolotti. Bedini è in carcere per una sentenza passata in giudicato per una rapina commessa all’agenzia Terrybell di Fossola: si è reso responsabile di un tentativo di fuga dal carcere di Villa Andreino, poi quella andata a segno a Cuneo, poi fermata dai carabinieri mentre il 32enne era alla stazione ferroviaria.

Dopo quasi un anno di indagini, prassi in questo serie di procedimenti per delitti così gravi, si arriverà a un epilogo: ora si dovrà capire se già all’udienza dell11 maggio il falegname di Fossola sarà rinviato a giudizio o se saranno necessarie altre udienze prima della decisione finale.