Dipendenti Asl insoddisfatti. La maggioranza è per l’addio

Indagine del Sistema sanitario regionale con il supporto della Scuola Sant’Anna. Più del 50% è propenso a cambiare lavoro e oltre il 60% si trasferirebbe in altra sede.

Dipendenti Asl insoddisfatti. La maggioranza è per l’addio

Dipendenti Asl insoddisfatti. La maggioranza è per l’addio

Il clima all’interno dell’Asl Toscana nord ovest non sembra essere dei migliori per i lavoratori e questo vale nel dettaglio anche per la zona Apuane e per la Lunigiana con un’alta percentuale dei dipendenti che pensa di cambiare sede o lavoro, anche a breve. E’ quanto emerge dall’indagine di clima organizzativo, rapporto promosso dal Sistema sanitario regionale e realizzato con il supporto tecnico-scientifico del Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. La rilevazione si è svolta dal 12 gennaio al 10 marzo 2023, in collaborazione con i referenti regionali e aziendali. Uno studio che ha l’obiettivo di valutare l’impatto delle azioni organizzative sui processi di lavoro quotidiani e misurare lo stato di salute dell’organizzazione. Un documento che vuole "analizzare la componente immateriale di ‘clima’ organizzativo, determinata dal contesto latente di motivazioni, aspettative e comportamenti delle persone che vi lavorano". Tra i fattori principali che influenzano la soddisfazione del personale ci sono la chiarezza dei compiti, il riconoscimento dei meriti, il senso di appartenenza, la fiducia e il coinvolgimento, il clima interno, le pari opportunità, l’opportunità di crescita, la capacità di creare un lavoro di squadra.

"La soddisfazione del personale è un elemento fondamentale per le aziende perché avere dipendenti e collaboratori soddisfatti, motivati e coinvolti influenza la produttività, il senso di appartenenza e la capacità di innovare, andando a incidere indirettamente sulla soddisfazione del cliente finale. L’insoddisfazione lavorativa può portare a problemi di equilibrio psicofisico, a un maggior assenteismo e turnover e, complessivamente, a una riduzione del livello di performance organizzativa".

Per l’Asl l’indagine ha coinvolto 15.880 dipendenti, dei quali 7.142 hanno scelto di partecipare all’iniziativa. Sono stati intervistati su lavoro, la gestione della pandemia, le condizioni, il management, comunicazione e informazione, burocrazia e sono stati chiesti anche ‘suggerimenti’ per migliorare. Una lunga sequenza di grafici che individuano bene la situazione. Alla domanda chiave, ‘Penso spesso di cambiare lavoro’, la risposta dei dipendenti Asl è stata chiara. Leggendola per zona, nel territorio apuano il 54% ha detto che pensa di farlo con più convinzione, il 22% ci pensa e solo il 5% ha risposto di no. In Lunigiana la percentuale del sì è al 52%, contro il no al 18%. Bisogna tenere conto che in queste risposte ci sono ‘sfumature’ valutate in grado di decisione più o meno convinta. Alla domanda su quale fosse la probabilità che il dipendente cercasse un nuovo lavoro nel corso del prossimo anno la percentuale era quasi sempre superiore al 70%. Per lasciare il posto il prima possibile ancora attorno al 60% così come la risposta sul trasferimento in un’altra struttura.

Statistiche che fanno riflettere e lo studio approfondisce sotto il profilo statistico anche quelle che potrebbero essere le maggiori difficoltà. Emerge in particolare un po’ di critica alla gestione dell’innovazione così come la gestione manageriale dell’azienda. Non ci si sente parte di una squadra e non si consiglierebbe ad altri di venire. C’è in particolare una scarsa motivazione a dare il meglio e il merito non viene sentito come un valore riconosciuto.

Francesco Scolaro