Dal New Jersey a Massa in nome dello studio

Gemellaggio tra i ragazzi dell’Highschool Pascack Valley e l’istituto Rossi Pascoli. La dirigente Paoli: "Esperienze fondamentali"

di LAURA SACCHETTI

di Laura Sacchetti

Ventisei studenti americani in gemellaggio con il liceo Pascoli di Massa. E’ un progetto nato online tra l’Istituto Rossi Pascoli e l’Highschool Pascack Valley a Hillsdale, nel New Jersey (Usa), alle porte di New York. Il progetto, sostenuto dalla dirigente Alessandra Paoli, è stato organizzato dai professori Ilaria Galli (docente di lingua) e Roberto Cappuccio (docente di matematica e fisica) che si è occupato dei collegamenti informatici, del Liceo Linguistico Pascoli e della corrispondente professoressa di lingua italiana Francesca Silvano dell’Highschool Pascack Valley. "Nel liceo americano – spiega Ilaria Galli – si studia italiano. Insieme ai 26 alunni statunitensi sono venuti anche 6 ragazzi che hanno completato il ciclo di studi lo scorso anno, che sono stati ospitati dagli ex alunni del liceo massese". "La tappa degli studenti americani – dice Roberto Cappuccio – deriva da un tour che stanno facendo in Italia. Hanno visitato Venezia e Firenze, poi proseguiranno il loro viaggio e ieri sono venuti a Massa a conoscere di persona i loro coetanei italiani".

"E’ un progetto che portiamo avanti da 2 anni – spiega la dirigente scolastica Alessandra Paoli – che è rimasto come gemellaggio elettronico, perché il Covid non ha permesso incontri dal vivo. I ragazzi hanno potuto mettere a frutto le loro competenze digitali, perché hanno fatto tour virtuali e hanno interagito grazie al web. Queste esperienze sono fondamentali per un liceo linguistico, perché gli alunni mettono in pratica ciò che hanno imparato sui libri. Non è frequente trovare scuole straniere che studiano italiano, fatto che permette uno scambio biunivoco. L’auspicio è continuare e magari andare in America e portare avanti questa programmazione". "E’ stato bello – racconta Francesca Silvano, docente italiana in America – vedere che i ragazzi si sono resi conto che non c’è diversità tra loro e credo che in questo modo abbiano maggiore consapevolezza delle potenzialità della globalizzazione anche nell’ottica del mondo del lavoro". "Spesso si sente dire: non tutto il male vien per nuocere – dice Gaia Pelù, studentessa del Pascoli – E in un momento come la pandemia, se da una parte eravamo lontani, ci sono state occasioni in cui la situazione si è ribaltata. Con questo progetto abbiamo potuto conoscerci e stringere legami, seppur a grande distanza. Ogni lunedì, grazie alla piattaforma Zoom, abbiamo potuto parlare di varie tematiche. L’incontro dal vivo è stato emozionante e molto atteso".