Sono all’ombra delle cave e respirano l’aria del tifo azzurro. La Carrarese è una fede calcistica che portano avanti da anni pur risiedendo di fatto provincia spezzina. A Luni, ma anche Castelnuovo Magra, Sarzana e Ameglia, non mancano i sostenitori della compagine apuana ma domenica prossima non potranno sostenerla nell’attesissimo derby contro lo Spezia. Niente “trasferta“ neppure per chi abita a soltanto a un paio di chilometri dallo stadio e che da sempre è un fedelissimo degli spalti azzurri.
Qualcuno, abbonato, ha già acquistato il biglietto ma molto probabilmente dovrà rinunciare alla gara anche se sul punto spera ancora in una apertura. Tra i sostenitori storici della Carrarese c’è Roberto Bedini, ex consigliere comunale di Luni, conosciutissimo anche a Spezia per l’impegno politico, la passione sportiva, ma anche per l’ironia con la quale puntualmente racconta e soprattutto disegna sulla sua pagina social le vicende locali e non soltanto.
"Un derby così sentito senza tifosi non ha alcun senso – spiega Roberto Bedini – perchè viene a mancare quello spirito goliardico, l’adrenalina da stadio e il sano sfottò delle coreografie. Personalmente da abbonato, essendo quella contro lo Spezia una giornata Azzurra, ho già acquistato il biglietto e spero sinceramente di poterci essere. Voglio spezzare una lancia anche a favore dei tifosi spezzini che si sono già visti annullare la trasferta contro la Sampdoria e adesso anche quella a Carrara. Un provvedimento sicuramente spropositato nella motivazione. Collegare infatti una partita a episodi seppur drammatici non c’entra assolutamente niente con il calcio. Il tifo è per fortuna molto cambiato e sono lontani i tempi degli scontri e delle tensioni".
Non si placano le proteste dei tifosi aquilotti per il divieto di trasferta nel derby di Carrara stabilito dal Prefetto di Massa Carrara. Dito puntato in primis sulle motivazioni addotte per il divieto, ovvero episodi (benchè gravi, uno sfociato in omicidio) risalenti però molti anni fa e non connessi a partite di calcio.
Massimo Merluzzi