Kobe Bryant (foto Ansa)
Kobe Bryant (foto Ansa)

Porcari (Lucca), 28 gennaio 2020 - Quella volta che Kobe Bryant giocò al palazzetto di Porcari. 5 titoli Nba 2 Olimpiadi, miglior giocatore diverse volte nella Nba a stelle e strisce, quarto miglior marcatore di sempre, ha segnato una svolta generazionale e modificato il concetto dello sport del basket. In questi giorni ricorreva l’anniversario degli 81 punti segnati in una singola gara, secondo primato all time dietro i 100 punti messi a segno da Wilt Chamberlain.

Il mondo intero piange Kobe Bryant scomparso in un incidente di elicottero mentre accompagnava la figlia, deceduta anch’essa, ad una partita di pallacanestro. Il destino. Ma in pochissimi sanno che questo campione, in teoria così lontano aveva iniziato la sua avventura con il pallone da basket in Toscana. A Pistoia, dove il padre Joe militava negli anni ’80 del precedente secolo. Piccolissimo ma già leader, in molti se lo ricordano nelle palestre del pistoiese con il numero 17 e un calzettone tirato su e uno giù.

Le squadre della provincia di Pistoia, per ovvia vicinanza geografica, perché confinante con la Lucchesia, affrontavano campionati in cui erano inserite anche compagini giovanili lucchesi. Umberto Vangelisti, attualmente general manager del Basketball Club Lucca targato Geonova che milita in serie B nazionale, ex allenatore, ricorda quella giornata in cui il piccolo Kobe arrivò nel paese famoso per la Torretta: "In un primo momento, quando mi è arrivata la notizia, ho pensato alla classica bufala, o fake news, come va di moda affermare adesso. Perché è arrivata da un sito che spesso si è divertito in questo genere di performance. Poi ho scoperto che purtroppo era tutto vero. E’ chiaro che le persone che gravitano nel mondo dei canestri sono toccate in maniera particolare da questa sconvolgente verità. Ma anche chi non segue lo sport lo conosceva. Povero campione, in queste circostanze verrebbe quasi voglia di non parlare. Comunque è vero, possiamo dire che è passato anche dalla Piana di Lucca".

«Allenavo Porcari – ricorda Vangelisti – erano gli anni 1987-88, sarei poi arrivato alla Pallacanestro Lucca nella stagione 1990-91, con la promozione nell’allora B1. Era la categoria Propaganda. Il padre giocava a Pistoia e spesso questo bambino si divertiva a tirare durante l’intervallo, come avviene in ogni partita, anche adesso. Quando i grandi vanno negli spogliatoi, i bimbi provano a emularli. Alla palestra di Porcari c’era questa partita, non ricordo esattamente se era al seguito della squadra e se vi giocava e non rammento chi vinse. Ma non importa".

"Kobe per qualche ora ha calcato il parquet della palestra del Cavanis – conclude Vangelisti, – prima di diventare una star assoluta, un personaggio positivo non solo sul campo, se è vero che ha pure vinto l’Oscar per il cortometraggio sul suo addio a questo spot nel 2016".
Un campione anche nella vita.

Massimo Stefanini
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