Bus dei turisti (foto archivio)
Bus dei turisti (foto archivio)

Lucca, 5 aprile 2019 - «Chi siete? Da dove venite? Cosa portate? Dove andate? Un fiorino!». Anzi, 1333 euro di multa. Accade non nel mondo medievale, a metà tra il reale e l’immaginario dell’indimenticabile film «Non ci resta che piangere», bensì nella Lucca contemporanea. Nella città delle Mura dall’estate scorsa è scoppiata una vera e propria «guerra» ai pullman turistici, che devono pagare un ticket per l’accesso. In realtà il pagamento, con una frequenza che ha provocato un’ondata di proteste dal Nord Europa, si traduce in un controllo ferreo del mezzo da parte dei vigili urbani. Molti mezzi, anche in presenza di tutti i requisiti inerenti la sicurezza del veicolo e le ore di riposo del conducente, finiscono per essere oggetto di verbali da migliaia di euro. 

A essere sanzionata è spesso l’errata compilazione del foglio verde che riporta gli itinerari di viaggio. Un documento per molti ormai inutile nell’epoca delle frontiere europee anche troppo spalancate, ma che i vigili urbani di Lucca esigono, come da legge, compilato correttamente. Con effetti a dir poco devastanti sul flusso delle comitive. Solo nei primi due mesi del 2019 si sono contati 76 bus in meno. Con quello che ne consegue per le guide turistiche, le stesse casse comunali e l’intera economia locale. Decine di migliaia di euro perduti da una città che continua a ricercare (facendo in realtà poco) la sua dimensione turistica. A far scattare un vero e proprio boicottaggio sono stati i tedeschi. Proprio i «crucchi», inflessibili a casa loro, hanno dato vita a dure proteste per l’eccesso di rigidità, culminate in alcuni articoli al veleno su riviste di settore. «Pizza Carabinieri a Lucca», è il titolo di uno degli articoli su «Busblickpunt». Manca solo il mandolino, per quanto i carabinieri siano citati del tutto a sproposito. La conclusione la tira un autista: «Dopo quello che mi è successo ho agito di conseguenza e Lucca è sparita dalle nostre proposte di viaggio». Un boicottaggio che corre sulle chat delle agenzie di viaggio e degli autisti. E che ha provocato il drastico calo, confermato persino dal direttore del Museo Puccini, Massimo Marsili, alle prese con una raffica di disdette. 

«Inizialmente non capivamo – spiega – che il problema erano le multe, ce lo ha confermato anche un tourist operator. Abbiamo già perso oltre 8000 euro di incassi in pochi mesi». E il Comune? L’imbarazzo è evidente, stretto com’è tra un problema di immagine (e di cassa) e la necessità di tutelare il lavoro dei propri agenti municipali. La risposta viaggia sul filo dell’equilibrismo di un acrobata. «L’amministrazione comunale – è la risposta – precisa che i controlli effettuati dal Nucleo autotrasporto della Polizia Municipale in materia di trasporto viaggiatori, sia sui cosiddetti «bus turistici» che sul trasporto merci, vengono effettuati con oggettività, professionalità e nel rispetto della normativa». Salvo aggiungere un dato che è una bomba: su 7000 mezzi arrivati nel 2018, i controlli si sono concentrati «solo» su 250, 120 dei quali multati. Come dire uno su due. Una strage. O poco ci manca.