Antonio Di Lonardo, direttore del Centro ustioni di Cisanello
Antonio Di Lonardo, direttore del Centro ustioni di Cisanello

Pisa, 26 ottobre 2020 - "Non usate mai alcol denaturato per accendere il fuoco nel caminetto di casa, nel barbecue o per incendiare sterpaglie. L'alcol rappresenta una vera e propria arma a basso prezzo e di facile accessibilità anche per i bambini. Da inizio anno, al centro ustionati del Cisanello abbiamo registrato cinque decessi fra i pazienti giunti con ustioni da alcol. Morti assolutemente evitabili".

Parole di Antonio Di Lonardo direttore dell'unità operativa Centro ustioni dell'ospedale Cisanello di Pisa, uno dei reparti specializzati più importanti d'Italia. Proprio ieri è deceduta Bruna Martinelli, 48 anni, di Altopascio, investita dal ritorno di fiamma mentre stava accendendo il fuoco nel caminetto di casa usando dell'alcol .

Dottor Lonardo, ancora una vittima.

"Quest'anno,sui 65 interventi che hanno richiesto cure al nostro reparto, il 40% presentavano ustioni da alcol, il 10% da benzina. Tutti incidenti domestici, neppure uno industriale. Coinvolte tutte le fasce di età: due dei deceduti avevano poco più di 40 anni, una 48, uno 65, uno 77 anni. Non è tollerabile che si si ferisca gravemente o addirittura si resti uccisi per una banale incombenza di casa".

Cosa si può fare? 

"La Siu, Società italiana ustioni, di cui faccio parte, si  batte da anni perché l'alcol venga tolto dal commercio. O almeno se ne renda più difficile la vendita, oggi accessibile a basso prezzo anche ai bambini  nei supermercati. E se non sarà possibile toglierlo dal commercio, chiediamo che la sostanza sia confezionata in maniera da risultare più sicura".

In che modo?

"Eliminando le confezioni in plastica, sostituendole con materiali rigidi e dotandole di valvole che impediscano il risucchio dell'aria".

Nessuno vi ha ascoltati.      

"Evidentemente, gli interessi sono molto forti. Ma se vogliamo metterla sul piano economico, andando oltre il sacrificio di vite umane, di drammi in famiglia, segnalo i costi sociali delle ustioni: chi sopravvive, lo fa a costo di esiti cicatriziali permanenti, con cure che lo accompagneranno per tutta la vita". 

I grandi ustionati vengono ricoverati in terapia intensiva, nei reparti oggi necessari per i pazienti da Covid.   

"Certo. Proprio ieri la Società italiana ustionati ha diffuso un comunicato (CLICCA QUI PER LEGGERLO) in cui si spiega che "in un momento così difficile per gli ospedali italiani con la gravissima carenza di posti letto in unità di terapia intensiva, è inopportuno aggravare la situazione con incidenti in ambito domestico assolutamente evitabili". 

Detto che non si deve usare alcol, come accendere il fuoco in casa o in giardino? 

"Non è bandito solo l'alcol. Non va usata nemmeno la benzina, che può esplodere e danneggiare irreparabilmente faccia e corpo. Appena ieri si è presentato un paziente che ha riportato ustioni usandola per dar fuoco a sterpaglie. E non si creda che il gasolio sia sicuro, in quanto difficilmente infiammabile. Non si faccia ricorso a idrocarburi, vanno impiegati diavolina e prodotti similari, di cui è garantita la sicurezza. Ma a prescindere da come sia stato acceso, occorre fare molta attenzione al fuoco".

In che modo?

"Non usare accendini vicino a fonti infiammabili. Tenere le mani lontane dalle fiamme. E attenzione alle scintille: basta che una raggiunga un abito con fibre sintetiche perché il capo prenda fuoco con conseguenze irreparabili".

Come deve comportarsi chi assista a un incidente provocato dal fuoco?

"Chiamare immediatamente il 118 e in attesa dei soccorritori gettare acqua sulla vittima, in modo da spegnere ove possibile le fiamme,  raffeddare la temperatura corporea e limitare i danni alla cute. Se manca acqua, si può usare una coperta. Importante è che i soccorsi siano messi in grado di arrivare presto".

Secondo lei, le manovre da effettuare per la sicurezza sono abbastanza note?   

"No. I media potrebbero fare molto di più. E la stessa scuola. Ricordo il messaggio che la Società italiana ustionati ha inserito nel comunicato di ieri: 'I virus sono Killer invisibili e chi lo contrae è in qualche modo giustificato. L’alcol denaturato, invece, si vede benissimo. E per questo è facilmente evitabile'". 

Piero Ceccatelli