Un'ambulanza
Un'ambulanza

Lucca, 11 maggio 2019 - Il rumore secco della gomitata, un ragazzo a terra, privo di sensi e il sangue che inizia a sgorgargli sul volto. Panico. I compagni di squadra vanno subito a soccorrerlo, poi le sirene dell’ambulanza e la corsa verso il pronto soccorso di Lucca. Doveva essere solo una partita di calcio, l’ultima del campionato di Seconda Categoria, e invece Fornaci-Pontecosi di domenica scorsa si è trasformata nella cronaca di un calcio malato, dove la violenza imperversa. Fino a sfociare in episodi senza senso.

Siamo nel secondo tempo di una sfida apparentemente tranquilla (il Fornaci è già retrocesso matematicamente), c’è una punizione in attacco per i padroni di casa. Il difensore marca stretto il suo avversario. Ma all’improvviso si vede recapitare una gomitata in pieno volto. L’arbitro è lì davanti. Vede tutto e non esita un secondo a estrarre il cartellino rosso. E giovedì, dopo il referto del direttore di gara, il giudice sportivo ha deciso di punire il giocatore del Fornaci con sette giornate di squalifica, "per avere colpito consapevolmente con una gomitata al volto un calciatore avversario causandogli copiosa fuoriuscita di sangue dal naso e dalla bocca, con conseguenze tali da impedire allo stesso la prosecuzione della gara - si legge nel comunicato del giudice sportivo - Il calciatore colpito ha accusato vertigini e svenimento e si è reso necessario il trasporto al pronto soccorso con l’ambulanza".

In ospedale, il calciatore del Pontecosi è rimasto fino a lunedì mattina. "Ho riportato la frattura scomposta del setto nasale e mi sono pure rotto lo zigomo - spiega il ragazzo, ancora scosso per l’accaduto - Ho il setto nasale deviato e ferite alla faccia, sto valutando l’operazione. Dell’episodio preferisco non parlare. Dice tutto il referto dell’arbitro. Il calcio dovrebbe essere solo un gioco, un divertimento. Invece si trasforma in violenza senza motivo. Spero che questa storia serva da lezione. Per tutte le categorie". Tra i primi a soccorrere il giocatore, il suo allenatore Cristian Fontanini. "Si è sentita una botta parecchio forte, mi sono tranquillizzato solo quando ho visto il ragazzo rialzarsi con le proprie gambe, ma la paura c’è stata. Questi brutti gesti sono assolutamente da condannare. Il calcio è altro: divertimento, passione. Basta violenza".