L’avvocato Susanna Campione insieme all’ex moglie di Cipollini, Sabrina Landucci
L’avvocato Susanna Campione insieme all’ex moglie di Cipollini, Sabrina Landucci

Lucca, 19 novembre 2020 -  Una scenata al ristorante. Seguita poi, all’esterno del locale, da un’aggressione verbale a lei e al fidanzatino. E’ il racconto choc di Gaia Giusti, ascoltata ieri come testimone di parte civile nel processo a carico dell’ex campione di ciclismo Mario Cipollini, imputato per stalking, maltrattamenti e lesioni verso l’ex moglie e minacce al nuovo compagno della donna, Silvio Giusti, padre, appunto, della testimone. Ieri di fronte al giudice monocratico Felicia Barbieri, la giovane ha raccontato, con voce rotta dall’emozione, di un episodio di cui Cipollini, oggi 53enne, si sarebbe reso protagonista nel 2015, quando la relazione con la moglie Sabrina Landucci era già finita. Un episodio, forse, mosso dalla gelosia dell’ex campione per la storia della Landucci con Giusti.
 

La figlia di Giusti ha raccontato di essere stata raggiunta da Cipollini mentre si trovava a cena col fidanzato in un ristorante. Lì, l’ex campione, avrebbe iniziato a molestare verbalmente la ragazza chiedendole di farsi una foto con lei. La scenata è proseguita dopo la cena, fuori dal locale. Alle proteste del fidanzato della giovane, Cipollini avrebbe scagliato verso di lui parole pesanti. La ragazza ha confessato che, per molti mesi, ha avuto paura di incontrare ancora Cipollini.
 

Tra i testi ascoltati i anche il bodyguard che la Landucci assunse per paura di ritorsioni, dopo aver denunciato Cipollini. Ma anche il medico del pronto soccorso che refertò la Landucci dopo che, il 6 gennaio 2017 alla palestra Ego, fu afferrata per il collo dall’ex campione. In aula, l’avvocato di parte civile Susanna Campione e i legali di Cipollini, Giuseppe Napoleone e Massimo Martini. Saranno loro, oltre al pm il 21 marzo 2021 ad ascoltare la testimonianza di Mario Cipollini. L’ex campione parlerà in aula per la prima volta in questo lungo processo, potendo fornire finalmente la sua versione dei fatti.
 

Claudio Capanni