La centrale operativa dei carabinieri di Lerici
La centrale operativa dei carabinieri di Lerici

Lerici (La Spezia), 2 gennaio 2019 – Il pacco questa volta è stato rifilato al truffatore. Per lui solo una scatola vuota, senza gli ambiti preziosi che era certo di trovare all’interno di essa dopo la storia dell’acqua al mercurio - col bluff dei fumi che corrodono ori e filigrana delle banconote e necessità di preservarli mettendoli in frigo - messa in scena in casa dell’anziano preso di mira. Un arzillo anziano di 86 anni, ex direttore di macchina su navi mercantili, con ottime conoscenze di fisica e chimica. Anziché cadere nella trappola, l’ha orchestrata in beffa al malvivente. E’ accaduto alla Serra di Lerici, domenica scorsa; teatro dei fatti, una casa isolata.

"Ho recitato la parte. Avevo paura di qualche reazione scomposta all’eventuale mio rifiuto a dare corso alle pretese perentorie di quello che si era presentato come operaio: ho preferito fingere di credere che fosse davvero un tecnico dell’acqua alle prese con un’emergenza", ha raccontato ai carabinieri che hanno raccolto la sua denuncia e si sono complimentati per la prova di lucidità e sangue freddo.

"Le campagne di informazione per illuminare gli anziani sui rischi delle truffe funzionano" dice il comandante della stazione di Lerici Massimo Censini. L'uomo conferma: "Avevo già sentito la storia dell’acqua al mercurio... non sta né in cielo né in terra". Sì, pochi giorni prima il truffatore aveva colpito a Luni. La notizia, col tam tam dei sindaci via Facebook, si era trasformato in allarme. L'anziano non naviga su Internet ma ha la mente fresca, cose fosse un ragazzino. Ed riuscito a tirare il pacco al truffatore.

Ci racconti l’accaduto...

"Domenica mattina si è presentato all’uscio di casa un uomo con jeans e giubbotto verde, alto in metro e 75. Ha esibito un tesserino sul quale era impressa la dicitura tecnico dell’acqua. Era trafelato".

Cosa le ha detto?

"Che durante dei lavori di scavo si era rotto un tubo dell’acqua. Che all’interno era entrato del mercurio, che c’era il rischio di esplosioni e occorreva aprire i rubinetti per far defluire l’acqua, che non poteva assumersi responsabilità sugli effetti dei fumi...".

Cioè?

"Questi avrebbero corroso ori e filigrana delle banconote. Di qui la sollecitazione...".

Quale?

"Sistemare tutto all’interno di contenitori e mettere gli stessi al sicuro in frigorifero. Tutto ciò detto mentre l’acqua iniziava a scorrere e nell’aria si diffondeva odore di gas...".

Il finto tecnico aveva una bomboletta spray...

"Non l’ho vista ma è sicuro. L’odore acre del resto non veniva dall’acqua, ma ho fatto finta, facendo la mossa di annusarla, di crederci. Lui aveva una radiolina in mano. Con essa ha finto di indurre il finto collega di cantiere a chiedere l’intervento cautelativo di un’ambulanza. Parlava concitato. Io ho mantenuto la calma".

Rispetto alla sollecitazione a mettere ori e banconote nella scatola?

"Ho detto non avere soldi, che li avevo finiti per fare i regali di Natale e che, con l’inizio dell’anno, sarei andato in banca a ritirare la pensione. Quanto agli ori, ho finto di prelevarli dal posto in cui li conservo e di metterli in due scatole di cartone che ho inserito nel frigo".

A quel punto?

"Mi sono affacciato alla finestra perché avevo udito il clacson dell’auto di mia figlia: suonava perché c’era un’auto davanti al cancello di casa, quella usata dal finto tecnico. Questo, nel mentre, è fuggito a gambe levate...".

Non prima di prelevare le scatole dal frigorifero.

"Infatti. L’ho aperto e non c’erano più. E ho chiamato subito i carabinieri".

Corrado Ricci