Gli alloggi di fortuna sotto la rotatoria del Felettino

La Spezia, 23 agosto 2018 - Un'operazione di doppia utilità quella messa in atto ieri dalla polizia municipale in zona Felettino, precisamente sotto al ponte costruito sopra al torrente Dorgia. Già un anno fa ci eravamo occupati della spinosa questione riguardante la presenza di clochard che avevano iniziato a dimorare in condizioni di totale degrado e pericolosità sulle rive del torrente.

Abitazioni alternative a pochi passi dalla rotonda e dai tanti residenti, alcuni a conoscenza delle precarie condizioni in cui vivevano questi senzatetto. Il tempo passato è d’obbligo dopo il blitz di ieri pomeriggio delle autorità che supportate dagli operatori di Acam - Ambiente e da alcuni tecnici del Comune hanno messo fine a questa realtà parallela fatta di giacigli improvvisati sotto il ponte fra topi e piccioni, in uno stato di totale abbandono.

Al momento dell’intervento di sgombero non era presente nessun vagabondo, anche se, in merito alle accurate indagini svolte precedentemente, è emerso che le persone che risiedevano in quella postazione, possano essere circa una quindicina, per la maggior parte profili già noti alla polizia municipale. Quasi tutti rumeni di etnia nomade, soliti mendicare in molte zone della città, senza però trovarsi coinvolti in nessun altro tipo di attività criminale. Nessuna refurtiva infatti è stata trovata all’interno di queste abitazioni di fortuna, quindi per il momento si esclude l’ipotesi di reati da parte dei nullatenenti.

L’intervento di pulizia e rimozione degli alloggi abusivi, proseguirà per almeno un paio di giorni data la consistenza notevole di rifiuti e attrezzatture come sedie, materassi, televisioni e stendini che servivano ai mendicanti nella vita di tutti i giorni. Non si esclude pertanto che nelle prossime ore qualcuno di loro faccia ritorno per recuperare qualche oggetto personale.

In tal caso verranno prontamente identificati e denunciati dalle autorità competenti per occupazione abusiva. L’irruzione della polizia ha così permesso il reintegro della sicurezza del quartiere e del decoro urbano, da troppo tempo deturpato da questa sorta di “discarica” sotterranea e allo stesso tempo ha tutelato i quindici (o forse più) barboni che hanno giocato con loro vita in termini di igiene e di pericolosità. Vivere a pochi metri dal fiume, infatti, oltre a non essere salubre, è un grave rischio in caso di piena nelle giornate di maltempo.

Giulia Fiordisaggio